
Come evidenziano le elaborazioni di Confartigianato su dati Eurostat-Aeeg, nel secondo semestre 2010 le imprese dell'Eurozona hanno sborsato quasi undici euro (10,9) ogni cento kWh di elettricità (al netto dell'Iva), mentre quelle italiane hanno pagato 14,3 euro per la stessa quantità di energia. Il conto più salato è stato, nel complesso, per le nostre aziende del Nord: sono 4,6 i miliardi spesi in più per le bollette elettriche rispetto alla media europea, mentre il divario scende a 1,9 miliardi nelle regioni meridionali e a quasi 1,4 in quelle del Centro. Scorrendo la classifica di Confartigianato, si scopre che la regione più penalizzata è stata la Lombardia, in cui l'extra costo per l'energia elettrica ha raggiunto gli 1,8 miliardi rispetto alla media dell'Eurozona. A seguire c'è il Veneto (800 milioni pagati in più nel 2010 in confronto agli altri Paesi europei), davanti all'Emilia Romagna (711 milioni) e al Piemonte (677).
Per quanto riguarda, invece, il peso delle bollette sulle singole aziende, gli imprenditori più colpiti sono stati quelli del Friuli. In questa regione, infatti, ogni azienda ha pagato mediamente 3.151 euro in più per l'energia elettrica, rispetto alla media del Vecchio continente. Al secondo posto c'è la Sardegna, dove ogni azienda ha sborsato mediamente 2.708 euro in più in confronto ai prezzi europei, seguita dalla Lombardia (2.208 euro).
Come si spiegano queste differenze tra Italia ed Europa? A far lievitare le nostre bollette energetiche è soprattutto la pressione fiscale, spiega una nota di Confartigianato, che incide per il 22,7% sul prezzo finale dell'elettricità. Le imposte sull'energia hanno superato i 31 miliardi e mezzo di euro nel 2009 (circa il 2,1% del Pil), facendo sborsare a cittadini e imprese 6,1 miliardi in più rispetto all'Europa. La situazione è ancora più grave per le piccole imprese, con consumi annuali tra 500 e 2000 MWh. Nel secondo semestre 2010, infatti, hanno pagato 3,2 euro di oneri e tasse ogni 100 kWh di elettricità consumata, contro una media europea pari a 1,4 euro. La pressione fiscale sulle piccole aziende, dunque, in Italia è più elevata del 134% in confronto all'Ue 27, lasciandoci il poco invidiabile primato di Paese in cui l'energia elettrica è più cara in assoluto.














