
Ora in Gran Bretagna la raccolta dei rifiuti organici è il 14% del totale, ma la percentuale è destinata a salire. La Germania, con quasi 4mila impianti, è il maggior produttore europeo di biogas, soprattutto per l'energia elettrica e il calore; sta realizzando anche sistemi per immettere il biogas nella rete del metano. Si tratta dunque di valorizzare al massimo gli scarti organici - non solo quelli domestici ma anche quelli del settore agricolo e industriale - trasformandoli in energia. La strada è ricca di potenzialità per l'Italia che, secondo Legambiente, potrebbe soddisfare il 10% dei suoi consumi di gas con il biometano. La percentuale ancora molto elevata (55%) di rifiuti conferiti in discarica, però, non gioca a favore del nostro paese.
I vantaggi del biogas sono molteplici: un'azienda agricola con un piccolo impianto, per esempio, può utilizzare gli scarti organici e le deiezioni animali per produrre energia e compost come fertilizzante. L'eventuale surplus energetico può essere poi ceduto alla rete elettrica. Passando invece alle zone urbane, bisogna pensare a centrali più grandi, capaci di produrre biometano da impiegare al posto del gas naturale o come carburante per automobili e mezzi pubblici. La Svizzera, ad esempio, ha investito sia nella rete di distributori di metano per veicoli (oltre un centinaio), sia nella produzione di biogas. L'industria svizzera del gas si è impegnata a coprire il 10% delle sue vendite con il combustibile proveniente dalle biomasse.
Molti governi stanno quindi guardando all'obiettivo del 10% di biometano immesso in rete. Anche un paese all'avanguardia nel settore come la Germania, però, deve fare i conti con vari ostacoli. In primis la mancanza di una legge chiara sulle regole per sostituire il gas naturale con quello bio. L'associazione tedesca del biogas sostiene che si potrebbero immettere in rete almeno dieci miliardi di metri cubi di biometano l'anno fino al 2030. Legambiente ha evidenziato i nodi da sciogliere: standard di sicurezza, predisposizione di contatori e punti d'immissione, procedure semplificate per l'accesso alla rete. L'associazione prospetta anche incentivi per la produzione di biometano e un ruolo chiave di Snam Rete Gas (analogo a quello del Gse nel settore elettrico), per gestire la distribuzione e la vendita del biometano.


















