
Biodienet è un progetto cofinanziato dal programma Intelligent Energy Europe della Commissione europea, per promuovere la produzione a livello locale di biocarburanti provenienti dagli oli di cottura esausti. In quest'attività sono coinvolti diversi paesi dell'Unione europea che, in modi differenti, avviano filiere di recupero e riutilizzo dell'olio di cottura, stimolando la domanda di biodiesel così ottenuto per l'impiego nelle flotte di veicoli privati e pubblici. In un recente convegno, organizzato a Milano dalla Fast (Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche), è stato illustrato il mercato italiano dei biocarburanti da olio di cottura, oltre alle prospettive per la raccolta di questo tipo di scarto.
Il consumo medio annuo di olio vegetale è di circa 1,4 milioni di tonnellate, di cui il 20% è riutilizzabile: complessivamente sono circa 280mila le tonnellate che si possono raccogliere, 200mila derivanti dalle famiglie (rifiuto urbano) e 80mila dalle imprese (rifiuto speciale). Il Conoe (Consorzio nazionale che smaltisce questi scarti) ha raccolto circa 40mila tonnellate nel 2008, poi convertite in biodiesel (50%), lubrificanti (25%), grassi per concia (15%) e recupero energetico (10%). Per evitare che l'olio usato sia disperso nell'ambiente, è necessario un lavoro sinergico delle amministrazioni locali, che dovrebbero individuare le aree per la raccolta sia in spazi comunali, come isole ecologiche, sia presso gli spazi privati, all'interno di condomini, aree commerciali, supermercati e scuole.
A Rovigo si raccolgono gli oli alimentari
La città di Rovigo, in collaborazione con il Conoe e Asm, sta ottimizzando la raccolta degli oli alimentari esausti: ha creato un collegamento tra la raccolta, la produzione del biodiesel e il suo riutilizzo nei mezzi d'igiene ambientale di Asm. In particolare, dal 2005 Asm raccoglie gli oli alimentari presso l'Ecocentro comunale e dal 2006 è distribuita gratuitamente una tanica da 5,5 litri per organizzare il recupero in famiglia: una stima risalente ai primi mesi di quest'anno, ha calcolato che più di 3.500 nuclei familiari di Rovigo utilizzano la tanica, riempiendola degli scarti oleosi e svuotandola presso i punti di raccolta attivati, inizialmente tre fissi e un camion itinerante. Alla fine del 2008, Asm ha attivato altri otto “punti di raccolta olio” presso i principali supermercati della città; inoltre, ha convenzionato le utenze non domestiche, occupandosi del ritiro, attraverso il servizio di raccolta differenziata e della cessione in comodato d'uso gratuito per i contenitori da 50, 100 e 200 litri. La filiera è corta, poiché il trasporto avviene entro 50 chilometri di distanza e tra i luoghi di raccolta, trattamento e produzione di biodiesel e miscela, intercorrono solo 132 chilometri.
Venezia consegna le tanichette
Anche il comune di Venezia, in collaborazione con il Coou (Consorzio obbligatorio degli oli usati) ha organizzato il progetto “Chi disperde l'olio inquina il futuro”. Durante diversi eventi nel corso del 2009 sono stati previsti desk informativi sulla raccolta dell'olio usato. In contemporanea sono distribuite piccole taniche per la raccolta, mentre il recupero avviene presso l'Ecocentro di Porto di Cavergnago. Il progetto per utilizzare il biodiesel a Venezia è portato avanti grazie alla consulenza di Agire, l'Agenzia veneziana per l'energia, che ha condotto l'analisi di fattibilità tecnico-economica sull'impiego del biodiesel puro o in miscela in flotte “captive” del comune di Venezia e nel porto. L'obiettivo è di ampia portata, se si pensa che le flotte pubbliche nella Serenissima sono 321 automezzi e 94 natanti di Veritas, 600 autobus e 150 vaporetti e motoscafi di Actv e 104 unità di taxi: l'utilizzo dell'olio di scarto potrebbe risolvere i problemi relativi al suo sversamento in canale attraverso una tecnologia già pronta.


















