Sostenibilità
In Italia migliora la gestione dei Raee
Nel 2009, sottolinea il consorzio Ecodom, saranno raccolti 4 kg di rifiuti elettronici per abitante
12 Ottobre 2009
In Italia la gestione dei Raee (rifiuti elettronici) fa passi in avanti: è quanto emerge dall'intervento pronunciato da Giorgio Arienti, direttore generale del consorzio Ecodom, nel corso del convegno “L'Italia e la Green Economy. Gestione e recupero dei rifiuti come green business". Nel 2008, anno in cui gli enti locali hanno progressivamente ceduto le attività di trattamento e riciclo dei Raee ai Sistemi Collettivi istituiti dai Produttori, sono state complessivamente gestite circa 125.000 tonnellate di rifiuti, oltre metà delle quali (65.713) direttamente dai sistemi collettivi. Il risultato del 2008 si è attestato dunque sui 2 kg procapite. La previsione per il 2009, primo anno in cui i Raee sono totalmente gestiti dai Sistemi Collettivi, è di circa 200.000 tonnellate, equivalenti a oltre 3 kg per abitante. Il dato è però ancora lontano dall'obiettivo nazionale fissato dal D. Lgs. 151 (4 kg per abitante), nonché dalla media europea (oltre 7 kg procapite) e ancora di più dai 14 kg per abitante raccolti nei Paesi più virtuosi (Svezia e Norvegia).
In questo contesto, Ecodom - i cui produttori rappresentano oltre il 65% del mercato dei grandi bianchi - gestisce più del 40 % di tutti i Raee raccolti in Italia. Nel 2008 Ecodom ha infatti trattato 30.573 tonnellate di Raee (appartenenti ai Raggruppamenti R1 - frigoriferi, condizionatori e scalda acqua - e R2 - lavatrici, lavastoviglie, cappe e forni), recuperando 26.464 tonnellate di materie prime seconde. Dal punto di vista ambientale, grazie al corretto smaltimento dei gas ozono lesivi estratti dai frigoriferi e al risparmio energetico, è stata così evitata l'immissione in atmosfera di 477.000 tonnellate di Co2. Per il 2009 Ecodom stima di gestire circa 70.000 tonnellate di Raee, evitando così l'immissione in atmosfera di circa 1 milione di tonnellate di anidride carbonica. Al Governo Arienti ha chiesto «In primo luogo due decreti che sono in ritardo di mesi, anzi, di anni: uno è quello che rende possibile il ritiro 'uno contro uno'. Il secondo quello che prevede una serie di controlli sui soggetti obbligati: nella filiera dei rifiuti, o ci sono controlli oppure c'è sempre qualcuno che tenta di fare il furbo».