
Lo scoglio dei trasporti
Questa è una previsione “business as usual” senza interventi rilevanti; diversamente, con il contributo dell'efficienza energetica, la domanda potrebbe scendere a 127 Mtep. Rimane ugualmente uno sforzo notevole da compiere, perché l'energia rinnovabile dovrà complessivamente triplicare, passando da 7 Mtep nel 2005 a quasi 22 (il 17% di 127 Mtep) nel 2020. Tale sforzo sarà diverso nei tre settori di riferimento: elettricità, calore e condizionamento, trasporti. Proprio i trasporti rappresentano lo scoglio più difficile, perché bisognerà salire a 4,2 Mtep (il 10% dei consumi previsti nel 2020) da appena 0,2 nel 2005, volendo soddisfare le richieste europee. S'impone quindi un salto tecnologico verso i biocarburanti di seconda generazione, ricavati per esempio da scarti agricoli e forestali.
Il fotovoltaico si fa in trenta
Per quanto riguarda il settore termico, il traguardo del 2020 è quasi quadruplo rispetto al 2005, da 2,6 a 9,2 Mtep; l'attenzione cade soprattutto sul teleriscaldamento, il solare termico e le centrali elettriche a biomasse (cogenerazione). Infine c'è il settore elettrico, che dovrebbe raddoppiare da 4,3 a 8,3 Mtep. Bisognerebbe produrre un centinaio di TWh attraverso le rinnovabili nel 2020, triplicando la generazione eolica, aumentando di 30 volte quella del fotovoltaico e aggiungendo due o tre Mtep dal solare termodinamico. Trascurabile la crescita dell'idroelettrico, limitata agli impianti di taglia mini; anche la geotermia ha un potenziale assai limitato di sviluppo.
Più tecnologia italiana
È quindi dal vento e dal sole che servirà più energia, oltre che dalle biomasse. Ci sono degli ostacoli da superare, tra cui l'eccessiva dipendenza dalle importazioni (l'85% dei pannelli solari proviene dall'estero), l'adeguamento della rete elettrica per assorbire l'energia in eccesso, la definizione di un piano nazionale per le rinnovabili con obiettivi chiari e definiti per ogni regione. La tecnologia italiana sta puntando sul solare termodinamico e quello a concentrazione, come testimoniano alcuni progetti basati sulle ricerche Enea, per accelerare nuovi investimenti non solo in Italia, ma anche in altri paesi.
Diminuisce la Co2
Le rinnovabili potranno così vantare 250mila addetti nel 2020, compreso l'indotto, di cui ben 77.500 nell'eolico, 65mila nelle biomasse, 27.500 nel fotovoltaico, 25mila nel biogas e 20mila nel solare termoelettrico. L'ultimo capitolo riguarda le emissioni di Co2. La nuova previsione Enea post crisi economica stima emissioni pari a circa 467 milioni di tonnellate di Co2 nel 2020, un valore inferiore a quello del 2005 (492 MtCo2). Grazie alle rinnovabili e all'efficienza energetica, si potrebbero evitare 80-100 MtCo2; in particolare, l'efficienza energetica vale oltre la metà della riduzione complessiva, mentre le fonti pulite incidono per il 23% secondo le stime Enea.


















