La diffusione delle biomasse, per le quali il Piano energetico regionale prevede la creazione di piccole centrali e filiere corte, dovrebbe essere favorita dalla presenza nel territorio di boschi e foreste (metà della superficie toscana) e dalla notevole quantità di scarti da lavorazioni agricole. «Questo è particolarmente importante - ha aggiunto la Bramerini - e indicativo di come si stiano riscoprendo le enormi potenzialità di questo sistema, antico ma modernissimo, di produrre calore ed elettricità sfruttando le risorse di cui disponiamo in loco. Contiamo di migliorare ulteriormente questa ottima performance, visto che il valore potenziale della produzione da biomasse è stimato in 800 milioni di euro l'anno e dalle circa 1.000 abitazioni scaldate oggi grazie a combustibili di origine agroforestale toscana, potremmo presto passare a 50.000».


















