
Nel caso di Kyoto, i dati evidenziano come l'Italia sia al terz'ultimo posto nell'Unione Europea dei 27, con una distanza del 13,6% rispetto all'obiettivo, mentre l'Unione Europea nel suo complesso è riuscita a tagliare le proprie emissioni riduzione del 13% rispetto al 1990, ben 5 punti percentuali in più rispetto al target prestabilito. Per quanto riguarda gli obiettivi al 2020, la distanza dell'Italia rispetto allo scenario tendenziale è del 24%. Per raggiungere questi traguardi è indispensabile puntare sull'efficienza energetica: prendendo come riferimento il potenziale stimato dall'Enea, si legge nel documento dell'associazione ecologista, entro il 2020 si potrebbero evitare consumi finali di elettricità per 73 TWh l'anno, cioè il 21,6% circa dei consumi finali lordi del 2008 (337,6 TWh). Il risparmio maggiore potrebbe arrivare dal residenziale (30,8 TWh), seguito dall'industria (22,8), dal terziario (14,2) e dalle infrastrutture (5,2). Questo enorme potenziale di risparmio energetico corrisponde alla produzione di circa 8 grandi centrali nucleari, che potrebbe comportare una riduzione delle emissioni di circa 60 milioni di tonnellate rispetto a uno scenario tendenziale.
Nonostante il nostro paese non registri miglioramenti del livello di intensità energetica finale (quantità di energia necessaria per produrre un'unità di Pil) dal 1986, esistono però anche alcuni primati nel campo dell'efficienza, che, spesso, il paese non conosce e, dunque, non valorizza in termini politici e di sistema. Ad esempio l'Italia è prima tra i paesi Ocse nel rendimento delle centrali termoelettriche (media 2001-2005) e nei consumi delle auto passeggeri (litri/100 km) ed è terza nell'Ue a 15 per consumi elettrici procapite. Più negativi invece i dati per quanto riguarda i consumi finali dell'industria (12° nell'Ue a 29, 15° nella chimica) e del settore residenziale (17° nella Ue a 29 in una classifica che tiene conto delle differenze climatiche tra i diversi paesi).
Amici della terra dà invece un giudizio positivo sul meccanismo dei certificati bianchi, il sistema di incentivazione dell'efficienza energetica in vigore dal 2005. «Dopo una prima fase di rodaggio - si legge nella relazione introduttiva di Andrea Molocchi, responsabile studi Amici della Terra - culminata con la revisione del meccanismo ad opera del DM 21/12/2007, i certificati bianchi stanno iniziando a dare risultati consistenti. Si pensi che nel 2008 il risparmio di energia primaria è stato di 2 Mtep ed entro il 2012 si dovrà arrivare a 6 Mtep di energia primaria. Dal punto di vista dei costi/benefici per la collettività, questo meccanismo comporta costi diretti per lo Stato per circa 300 milioni di euro l'anno, ai quali fanno fronte, in virtù dei risparmi annui ottenuti dagli utenti, benefici netti per 1,2 miliardi di euro, scontando anche gli investimenti annui nelle tecnologie».
Anche a livello globale l'efficienza energetico potrà fornire un importante contributo nella lotta al cambiamento climatico: Amici della Terra fa riferimento al rapporto Energy Technology Perspectives dell'Iea, che evidenzia come, fra i vari modi per ridurre la CO2, il contributo delle opzioni appartenenti alla famiglia dell'efficienza ammonti al 53%, sopravanzando il contributo derivante dalle fonti rinnovabili (21%), nonchè la cattura e sequestro del carbonio (19%) e il nucleare (6%).


















