Tecnologia
Confagricoltura boccia gli alberi sintetici anti Co2
In Gran Bretagna potrebbero essere piantati 100.000 esemplari artificiali
19 Novembre 2009
In attesa del vertice di Copenaghen, che dovrebbe chiarire la posizione internazionale sulla lotta al cambiamento climatico, le soluzioni antiCo2 si moltiplicano. Recentemente alcuni importanti quotidiani inglesi hanno reso noto che in Gran Bretagna potrebbero essere presto "piantati" 100.000 esemplari di alberi sintetici, in grado di eliminare le emissioni di auto, bus e camion del Paese. La proposta ha suscitato in Italia la perplessità di Confagricoltura: «Peccato che non abbiano le stesse caratteristiche di ancorare il suolo dove c'è bisogno, di ricoprire di verde le colline franate, di ridare vita ai terreni improduttivi» si legge in una nota dell'associazione, che si sofferma anche sugli alti costi di questa tecnologia. «Anche se assorbono 1.000 volte più CO2 di un albero normale, costano quanto 6.800 alberi veri, ovvero circa 17.000 euro per ogni esemplare artificiale a fronte di un albero latifoglia il cui costo, compreso la messa a dimora, non supera i 2,50 euro».
Secondo Confagricoltura sono altri i sistemi su cui puntare per ridurre l'impatto dell'inquinamento: «In Italia nessuna città ha una “green belt” (una cintura verde, ndr), né tantomeno viene promossa e sostenuta la piantagione di filari di alberi lungo le strade, i fossi, i fiumi e gli argini. Perfino le autostrade potrebbero essere viali verdi inseriti e legati nel paesaggio, eliminando circa un quinto della CO2 prodotta dai mezzi di trasporto che le percorrono». In questa logica, Confagricoltura propone di piantare nel nostro Paese un milione di alberi. «La responsabilità dell'ambiente - conclude il comunicato dell'associazione - è anche nostra e intendiamo riprendercela contribuendo con altri 5.000 ettari ad accrescere di bellezza e salute il territorio italiano, gestito per la maggior parte dagli agricoltori».