Ambiente
La Cina pensa a un modello di sviluppo più sostenibile
Nel 2030 la metà del fabbisogno energetico del gigante asiatico potrebbe arrivare dalle rinnovabili
18 Novembre 2009
La Cina deve tagliare in maniera decisa le proprie emissioni di biossido di carbonio se intende raggiungere l'obiettivo di uno sviluppo a basso tasso di inquinamento. Lo rivela un rapporto (segnalato dall'Agenzia Italia) del think tank governativo China Council of international co-operation on environment and development, consegnato recentemente al Governo di Pechino. Ultimamente il gigante asiatico sembra infatti voler puntare su un modello di sviluppo più sostenibile: lo scorso settembre il presidente cinese, Hu Jintao, aveva dichiarato nel corso di un summit delle Nazioni Unite che Pechino avrebbe imposto un "freno significativo" alle emissioni di Co2 entro il 2020, riducendo sensibilmente il rapporto tra Pil e inquinamento prodotto. Il dossier indica anche ulteriori obiettivi, tra cui la necessità di ridurre la prevalenza del settore manifatturiero nella struttura industriale del paese dall'attuale 50 al 30% entro la metà del secolo.
Altro traguardo auspicato dal think tahnk è quello di arrivare a ottenere il 50% del fabbisogno energetico attraverso le fonti pulite entro il 2030. Per rendere concreto il progetto delineato da Hu Jintao in settembre, inoltre, gli studiosi ritengono che la Cina dovrà promuovere tutte le tecniche di cattura delle emissioni e modificare il sistema tributario in funzione della lotta all'inquinamento. Il rapporto arriva a ridosso del forum Onu sull'ambiente che si terrà a Copenaghen nel dicembre prossimo, col quale diversi paesi puntano a dare una robusta sterzata nella lotta ai cambiamenti climatici.