
La Cina, come riferisce l’agenzia Xinhua, ha appena stabilito un obiettivo volontario per ridurre del 40-45% le emissioni nocive per ogni unità di Pil nel 2020, rispetto ai livelli del 2005. Pechino cercherà anche di portare la quota delle rinnovabili al 15% sui consumi totali di energia primaria nel 2020. L’obiettivo americano, invece, è tagliare la Co2 del 17% nel 2020 e del 42% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005: è un passo avanti, anche se sembra più corto della gamba. L’Europa, infatti, ha fissato il suo traguardo (-20% nel 2020) in confronto alle emissioni del 1990, notevolmente inferiori a quelle di quindici anni dopo. Così, stando ai calcoli riferiti da vari organi di stampa, il -17% americano corrisponderebbe a un -4% europeo e il -42% a un -32%. L’Europa, inoltre, intende portare l’obiettivo al -30% nel 2020 (sempre rispetto al 1990) se ci sarà un impegno internazionale condiviso per una politica energetica sostenibile.


















