
Uno dei nodi cruciali riguarda lo sforzo contro la Co2 dei paesi ricchi e di quelli poveri: chi deve accollarsi la responsabilità maggiore (e quindi gli investimenti più onerosi) nella lotta al cambiamento climatico? Molte nazioni emergenti non possiedono risorse e tecnologie per diminuire i gas inquinanti. Difatti la bozza danese sostiene che i paesi ricchi dovrebbero contribuire per ben l’80% del taglio totale alle emissioni, anche se tralascia di specificare obiettivi a breve termine come domandato a più voci dai paesi in via di sviluppo. Questi ultimi hanno sempre dichiarato che sarebbero pronti a impegnarsi nelle politiche ambientali solo con l’aiuto tecnologico e finanziario delle nazioni occidentali. Poi ci sono colossi come Cina e India, divisi tra la necessità di promuovere il loro progresso industriale e quella di porre un freno all’inquinamento. Il premier danese Lars Lokke Rasmussen vorrebbe chiudere il vertice di Copenaghen con un documento “politicamente vincolante”, con obblighi ambientali per ciascun paese da trasformare in un vero e proprio trattato entro il 2010.


















