Clima
Il Giappone è scettico sul vertice di Copenaghen
Secondo il ministro dell'Ambiente, Sakihito Ozawa, si riuscirà ad arrivare soltanto a un accordo politico
03 Dicembre 2009
Il Giappone ritiene che sia ormai difficile concludere un trattato vincolante la settimana prossima al vertice sul clima a Copenaghen, ma ritiene che la comunità internazionale dovrebbe almeno trovare un accordo politico. «Visto il poco tempo che resta, sarà difficile arrivare a un testo legalmente vincolante, ma penso che sarà possibile arrivare a un accordo politico storico», ha dichiarato Sakihito Ozawa, il ministro dell'Ambiente che guiderà la delegazione giapponese al summit. Tale accordo politico dovrebbe comunque comportare obiettivi precisi di riduzione dei gas ad effetto serra per i Paesi sviluppati e misure di diminuzione per i Paesi in via di sviluppo, così come dovrebbero essere previste le tappe del percorso e una data limite per l'adozione di un accordo legalmente vincolante, ha precisato il ministro nipponico.
Il Giappone ha promesso di ridurre del 25% le emissioni entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Tale obiettivo, ha sottolineato Ozawa, e' senza dubbio uno dei maggiori contributi mai dati dal Giappone sul piano internazionale. Per raggiungerlo il nuovo Governo di Tokyo intende fissare obblighi legali per il settore industriale e sta lavorando anche a un'imposta sulle energie di derivazione fossili. «In questo modo - ha spiegato il ministro - potremmo considerare le emissioni di anidride carbonica un costo per l'economia, incitando al tempo stesso i cittadini a lottare contro il riscaldamento climatico». Il Giappone, che ha ospitato nel 1997 la Conferenza di Kyoto in cui sono stati definiti gli obiettivi fino al 2012, e' riuscito a raggiungere il target di riduzione del 6% delle emissioni principalmente per effetto della crisi che ha rallentato l'attività produttiva.