
Risparmi soprattutto nel settore domestico
Il rapporto evidenzia inoltre come i livelli di costo del meccanismo siano stati sinora abbastanza contenuti: nel 2008 l'incidenza media sulle bollette energetiche delle famiglie italiane è stata di 2,8 euro. Inoltre, dei circa 110 milioni di euro erogati dall'Autorità sino a fine 2008, il costo energetico evitato tra il 2005 e il 2009 dai consumatori domestici (presso i quali è stata realizzata la maggior parte degli interventi) è stato dalle 6 alle 15 volte superiore a quello degli stessi incentivi (per ogni unità di energia risparmiata). I principali risparmi ottenuti, hanno riguardato l'illuminazione domestica e l'acquisto di elettrodomestici a minor consumo, l'illuminazione pubblica e l'installazione di sistemi di condizionamento e riscaldamento più efficienti. In particolare, dal rapporto dell'Autorità emerge che, sino al 31 maggio 2009, l'82% dei risparmi complessivi è stato conseguito nel settore domestico e nel terziario. Rispetto al 2006 è però raddoppiata la quota di efficienza energetica certificata nell'industria (passata dal 5% al 10%).
Usi termici in crescita
Più precisamente, il contributo percentuale fornito dagli interventi sugli usi elettrici nel settore civile (sostituzione di lampadine ed elettrodomestici con modelli a basso consumo, ecc.), si sta progressivamente stabilizzando intorno alla quota del 60%. In netto calo sono, invece, i risparmi legati a produzione e distribuzione di energia in ambito civile (sistemi di cogenerazione e teleriscaldamento) e all'illuminazione pubblica, giunti rispettivamente al 2% e 5% del totale. In netto aumento, invece, l'apporto fornito dagli interventi sugli usi termici (installazione di dispositivi per la riduzione dei consumi idrici, sostituzione di caldaie e scaldabagno con modelli ad alto rendimento, interventi sull'involucro edilizio, ecc.), che ha raggiunto quota 23%.
In calo l'offerta
Lo stesso rapporto dell'Autorità segnala però qualche intoppo nel lato dell'offerta di Certificati bianchi: al 31 maggio 2009 l'ammontare di Tee (Titoli di efficienza energetica, altro nome per indicare i certificati bianchi) disponibili per l'adempimento degli obblighi risultava solo del 20% superiore all'obiettivo assegnato per il 2008, diversamente da quanto avvenuto nei tre anni precedenti, nei quali la disponibilità era mediamente pari a più del doppio del fabbisogno. Questo significa che il numero di progetti che hanno determinato l'emissione di titoli di efficienza energetica è diminuito: secondo l'Autorità la titubanza degli investitori è determinata dal fatto che il Governo non ha ancora fissati obiettivi per gli anni successivi al 2012. Questo crea un'estrema incertezza sul valore economico che i Tee potranno assumere dopo tale data e rende, dunque, meno appetibili gli investimenti di medio-lungo periodo in nuovi interventi, per i quali l'emissione di titoli avrebbe luogo per 5, 8 o 10 anni. Un altro problema del meccanismo è rappresentato dal peso crescente dei costi: nel 2012 il contributo medio per famiglia per sostenere i Certificati bianchi potrebbe raggiungere i 6,4 euro l'anno, oltre il doppio rispetto a oggi.


















