
Scopo del provvedimento è favorire la ripresa degli investimenti in questo settore industriale, ricevendo un'accoglienza superiore alle previsioni. Difatti l'amministrazione si è rivolta al Congresso per estendere il programma di altri cinque miliardi di dollari, considerando che le richieste sono più che triple rispetto al credito d'imposta già approvato. Allo stato attuale, la misura governativa dovrebbe creare 17mila nuovi posti di lavoro, cui bisogna aggiungerne 40mila grazie ai capitali privati (oltre cinque miliardi di dollari) mossi dai finanziamenti statali. Il bando per il credito d'imposta promuove la velocità di realizzazione dei progetti (da commissionare entro il 17 febbraio 2013), così alcuni di questi sono già operativi.
Gli sgravi fiscali andranno a vari settori produttivi delle rinnovabili: pannelli solari, turbine eoliche, reti elettriche per lo sfruttamento delle fonti pulite, celle a combustibile, equipaggiamenti per veicoli elettrici e ibridi (inclusi sistemi per il recupero dell'energia e batterie), reti intelligenti, tecnologie per la cattura della Co2. «Il Pianeta deve convertirsi con urgenza alle tecnologie pulite e gli Stati Uniti hanno l'opportunità di guidare questa nuova rivoluzione industriale», ha commentato il segretario per l'Energia, Steven Chu. «I progetti odierni creeranno posti di lavoro e faranno ripartire le industrie di cui abbiamo bisogno sia per risolvere i problemi energetici, sia per assicurare la competitività americana nel futuro».


















