Secondo quanto si legge sul sito Internet del quotidiano Le Monde, l'incentivo più elevato, sceso comunque da 60 a 58 centesimi per Kwh, sarà riservato soltanto a un numero molto limitato di strutture. Ovvero sarà concesso soltanto nei casi in cui l'apparecchiatura è integrata sui tetti delle case nuove o già esistenti, oppure quando è collocata presso strutture sanitarie o di insegnamento costruite da almeno due anni. Tutti gli altri edifici (uffici, capannoni industriali o agricoli ...), avranno riconosciuto un prezzo più basso: 50 centesimi di euro per kWh se vecchi, 42 centesimi se nuovi o incompleti. Questo provvedimento in pratica comporta una caduta del 30% dei benefici sinora riconosciuti a agricoltori, addetti alla logistica e grande distribuzione, che hanno utilizzato in questi anni il fotovoltaico come una fonte di reddito supplementare. Il decreto prevede un'ulteriore riduzione dell'incentivo del 10% all'anno a partire dal 2012. Inoltre, l'80% dell'incentivo rimarrà fisso e solo il 20% (contro il 60% in precedenza) sarà indicizzato all'inflazione.
Il provvedimento più controverso riguarda comunque lo stop ai progetti presentati dal 1 ° novembre 2009 a oggi. Le diverse migliaia di richieste inoltrate in questi 2 mesi (20.000 nel mese di dicembre), dovranno perciò essere ripresentate alle nuove condizioni stabilite dal Governo. Secondo l'Esecutivo francese, le vecchie tariffe avrebbero certamente consentito alla Francia di avere una capacità solare di 5400 Mw a partire dal 2010, con dieci anni di anticipo rispetto alle previsioni iniziali. Ma l'impegno finanziario sarebbe stato di 2,2 miliardi di euro all'anno per venti anni e avrebbe comportato un aumento nelle bollette superiore al 10%.


















