Le Regioni lamentano che per l'autorizzazione, la localizzazione e la realizzazione degli impianti nucleari si ricorra a «una mera intesa di Conferenza unificata invece di intese piu' forti con le regioni interessate territorialmente». Nel documento si parla di ''un eccesso di delega'' relativamente «alle procedure autorizzative oltre che al quadro pianificatorio strategico nazionale che esclude le regioni e il loro piani energetici». Un eccesso di delega viene ravvisato anche dalla previsione di attività per ''il riprocessamento del combustibile irraggiato'' e anche sul versante autorizzativo il documento denuncia la forzatura dell'autorizzazione unica. Inoltre, le Regioni temono che il Consiglio dei ministri potrebbe superare ''il diniego regionale all'intesa mediante una deliberazione motivata''.
Un altro tema è quello delle scorie: secondo le amministrazioni non si è pensato a quelle presenti sul territorio dal 1986 «che avrebbero bisogno dell'individuazione di un deposito nazionale». In quanto alle procedure di impatto ambientale e strategico, «si nota che la procedura Vas prevista dal decreto, non tiene conto della localizzazione degli impianti, limitandosi a essere una procedura autorizzativa solo su parametri».
I governatori sono anche critici sul ruolo dell'Agenzia Nucleare, che «risulta di fatto l'unico ente cui tutti i diversi enti competenti rilasciano le singole autorizzazioni». Infine gli enti locali sono scettici anche sulle misure compensative stabilite dal Governo lo scorso dicembre. Lo schema, si legge nel documento, «non individua le regioni tra i destinatari delle misure compensative ne' prevede che le regioni abbiano la competenza a effettuare l'attività programmatoria, di indirizzo e di verifica. Questo crea un corto circuito istituzionale in cui non solo non si rispettano più le regole ma il Governo non rispetta nemmeno le sue stesse leggi».


















