Fonti fossili
La Slovacchia proroga il consumo di carbone sino al 2020
La decisione riguarda la compagnia Slovenske Elektrarne, controllata da Enel
28 Gennaio 2010
Il Governo slovacco ha stabilito che l'azienda produttrice di energia elettrica Slovenske Elektrarne (la cui quota di maggioranza è di proprietà dell'Enel) dovrà produrre elettricità e calore dalla lignite (carbone) locale fino al 2020. Lo riferisce l'Istituto per il commercio estero (Ice), secondo cui la quantità di combustibile da utilizzare sarà decisa ogni anno dal Governo di Bratislava. Questa decisione mira ad assicurare la sicurezza energetica del paese, ma soprattutto a mantenere inalterato il livello occupazionale della società mineraria privata slovacca Hornonitrianske bane Prievidza. I costi di questo salvataggio sociale dell'industria mineraria saranno trasferiti sui consumatori attraverso un aumento dei prezzi dell'energia elettrica.
L'organizzazione non governativa Greenpeace ha criticato la decisione del Governo slovacco, soprattutto a causa dell'impatto ambientale della combustione di lignite. Le previsioni governative sono di bruciare ogni anno circa 3 milioni di tonnellate di lignite per produrre da 1.700 a 2.000 GWh di energia elettrica, circa il 6 - 8% del consumo complessivo della Slovacchia. Intanto, sul fronte delle energie rinnovabili, è stata avviata la costruzione della più grande centrale solare fotovoltaica slovacca. L'impianto sarà realizzato sul tetto dell'azienda tessile slovacca Quitex, ubicata a Liptovsky Mikulas, nella Slovacchia centro-orientale. L'inizio dell'esercizio di prova della centrale è previsto per la fine di gennaio. I pannelli fotovoltaici saranno collocati su una superficie di 730 m2. L'intero l'investimento non dovrebbe superare la cifra di 300.000 euro.