
Pro e contro
Così in Germania è arrivato il momento di fare i conti. Secondo il Governo, le tariffe devono scendere per favorire la concorrenza tra le industrie del settore. I prezzi dei moduli sono calati significativamente (fino al 30%) negli ultimi anni grazie ai produttori cinesi che hanno sorpassato quelli tedeschi; la Germania ha installato 3mila Mw di potenza fotovoltaica nel 2009, confermandosi il primo mercato mondiale per questa fonte rinnovabile. Il taglio dei sussidi, stando ai suoi promotori, dovrebbe aiutare il settore a diventare più maturo, considerando la sovrapproduzione attuale di pannelli e la discesa dei prezzi. Un mercato più libero dovrebbe anche favorire le innovazioni tecnologiche (pannelli più efficienti a costi inferiori).
La lobby industriale tedesca è di tutt'altro parere. I tagli colpirebbero direttamente i maggiori fabbricanti come Q-Cells, SolarWorld e Phoenix Solar. Secondo l'associazione tedesca del solare (Bsw), l'industria del fotovoltaico ha generato ricavi per dieci miliardi di euro nel 2009, impiegando 60mila persone. «Questi tagli eccessivi ai sussidi minacciano uno dei più importanti motori economici del nostro paese», ha dichiarato il presidente della Bsw, Guenther Cramer. Sven Kuerten, analista della DZ Bank citato dall'agenzia Reuters, prevede che il mercato tedesco del solare calerà del 25% in volume e del 40% in profitti nel 2010.
Si discute anche sul nucleare
Un'altra discussione politica ruota intorno al nucleare. Come ha riferito il quotidiano Spiegel, l'esecutivo della Merkel intende prolungare l'attività delle 17 centrali atomiche ancora funzionanti in Germania. Il precedente governo Schroeder aveva deciso di fermare il nucleare, chiudendo due centrali nel 2003 e 2005. La decisione definitiva, tuttavia, dovrebbe arrivare dopo le elezioni regionali di maggio in Westfalia. Secondo alcune stime, le quattro compagnie energetiche proprietarie delle centrali potrebbero guadagnare 233 miliardi di euro facendole funzionare per altri 25 anni.


















