
Molti gruppi, infatti, restano completamente integrati (dalla produzione alla distribuzione) ritardando l'applicazione delle norme europee in materia. Ciò significa che i distributori di energia non possono svolgere un ruolo attivo nel promuovere la concorrenza; questa separazione indistinta (la nota dell'Egreg utilizza il termine inglese “fuzzy”) dai bracci produttivi è uno dei maggiori problemi da risolvere per le Autorità nazionali, compresa quella italiana. Come se non bastasse, in alcuni paesi vigono ancora prezzi amministrati che falsano il mercato. Infine, i consumatori che decidono di cambiare fornitori di elettricità o gas sono una minoranza.
È quindi una realtà più vicina al monopolio che a una libera concorrenza. L'ingresso di nuovi operatori rimane sporadico. Così l'Egreg ha ben chiari gli obiettivi per il 2010: creare un mercato più aperto e integrato tra i vari Stati membri, favorendo un'effettiva separazione delle reti tra distributori e compagnie energetiche. Si tratta poi di attivare la nuova Agenzia europea dei regolatori nazionali, che dovrà collaborare con la neonata Icer (Confederazione mondiale dei regolatori dell'energia) per sviluppare strategie comuni d'intervento.


















