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Qualità dell'aria
La Ue boccia le richieste italiane di proroga sul Pm10
La Commissione ha approvato la deroga temporanea soltanto per un'area della Campania, respingendo tutte le altre 11 domande
03 Febbraio 2010
La Commissione europea non concede tempo all'Italia sulla qualità dell'aria: l'esecutivo comunitario ha infatti bocciato quasi tutte le 12 richieste italiane di esenzioni temporanee dagli standard di qualità dell'aria in materia di particelle sospese pericolose, il cosiddetto Pm10, in Campania, Puglia e Sicilia. La Commissione ha infatti dato il via libera soltanto a una proroga per il Pm10 in una zona della regione Campania, respingendo tutte le altre richieste. Già lo scorso 28 settembre 2009 aveva bocciato le proroghe richieste dall'Italia per 62 zone, approvandone soltanto 5.

La Commissione ha stabilito infatti che soltanto un'area della Campania in cui viene misurata la qualità dell'aria soddisfa le condizioni stabilite nella direttiva. Nelle altre zone la Commissione ritiene che le condizioni non siano sufficienti per la scarsità di dati forniti o per il fatto che le misure delineate nei piani per la qualità dell'aria non dimostrano che le norme saranno soddisfatte al termine della proroga. Inoltre, dalla valutazione della Commissione emerge anche che in alcuni casi non saranno necessarie deroghe visto che i valori limite sono già stati rispettati, come è avvenuto in quattro delle dodici zone notificate.

Con quest'ultima decisione la Commissione si è espressa su tutte le zone italiane nelle quali, nel 2007, venivano superati i valori limite del PM 10. Per il particolato sono stati infatti fissati due valori limite vincolanti: uno basato sulla concentrazione media giornaliera (50 µ g/m³, valore che non deve essere superato per più di 35 volte in un anno) e uno fondato sulla media annua (40 µ g/m³). Entrambi sono entrati in vigore il 1° gennaio 2005. La direttiva sulla qualità dell'aria del 2008 prevede, sulla base di condizioni molto rigorose, la possibilità di proroghe per permettere agli Stati membri di rispettare gli standard di qualità dell'aria per il Pm10 (fino all'11 giugno 2011) e per l'NO 2 e il benzene (fino al 2015 al massimo). Durante il periodo cui si applica la proroga i valori limite continuano a essere in vigore ma con un margine di tolleranza.

Finora sono state adottate ventuno decisioni in materia di proroghe che riguardavano 18 Stati membri . La Commissione ha deciso che le condizioni per avvalersi di una proroga al rispetto dei valori limite del Pm10 erano soddisfatte in 49 zone in Austria, Cipro, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Ungheria. In tutti questi casi è stato dimostrato che i valori limite saranno raggiunti al termine della proroga grazie a piani organici sulla qualità dell'aria.

A proposito della bocciatura delle richieste italiane, il Commissario europeo all'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: «L'inquinamento atmosferico ha gravi ripercussioni sulla salute umana e il rispetto delle norme deve essere la nostra priorità. La direttiva Ue sulla qualità dell'aria del 2008 riconosce le difficoltà che alcuni Stati membri hanno incontrato per conformarsi agli standard sul Pm10 entro la data fissata inizialmente, cioè il 2005, e prevede pertanto la possibilità di allungare provvisoriamente i tempi. La Commissione si aspetta tuttavia che gli Stati membri dimostrino in maniera evidente che stanno facendo il possibile per conformarsi al più presto alle norme dell'Ue».
 
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