
Come segnala l'Agenzia Adn Kronos, l'energia gioca un ruolo importante nella vertenza: già nel 1995, quando la multinazionale americana acquistò a un prezzo conveniente gli stabilimenti Portovesme (Sardegna) e Fusina (Venezia) gestiti dalla Alumix, il Governo italiano garantì tariffe elettriche agevolate fino al 2005, in considerazione dell'altissima incidenza del costo energetico nella produzione del metallo e dell'esigenza di dare competitività alle industrie energivore in Italia. Il beneficio fu poi prorogato al 2010, senza però essere legato a un progetto che potesse rappresentare una soluzione strutturale alla questione del caro energia.
Si arriva così al 2006, quando la Commissione europea decide di aprire un'indagine sulla proroga delle tariffe agevolate. Il verdetto definitivo è arrivato lo scorso 19 novembre, ed ha stabilito che la politica del Governo italiano costituiva un illecito aiuto di Stato. La Ue ha perciò chiesto ad Alcoa di restituire una parte degli aiuti ricevuti sul prezzo dell'elettricità a partire dal 2006 per Fusina. Più basso invece il rimborso chiesto a Portovesme in considerazione delle sue caratteristiche di isolamento. Al problema del risarcimento si aggiunge il fatto che la multinazionale ha dichiarato di non riuscire a sostenere il prezzo praticato in Italia per l'energia, pari cioè a 60 euro a MW/ora, che potrebbe determinare per l'azienda un passivo di 8 milioni di euro al mese.
A questo punto entra in gioco il cosiddetto 'decreto isole', approvato dal Governo il 22 gennaio scorso, che consente ad Alcoa di beneficiare delle tariffe agevolate (30 euro al Mw/ora anziché 60) fino alla metà del prossimo giugno. Il decreto, diversamente dal passato, lega lo sconto energetico al servizio che l'Azienda offre al sistema elettrico, ma il provvedimento governativo non è sufficiente per la multinazionale americana. Alcoa vuole la certezza che la Commissione non aprirà più alcuna indagine nei suoi confronti e consideri le misure del 'decreto isole' in linea con le norme Ue. Il presidente della Commissione, Juan Manuel Barroso, si sarebbe impegnato con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Gianni Letta, a dare “priorità assoluta” all'esame del provvedimento del Governo italiano sull'abbattimento dei costi energetici, che dovrebbe essere messo all'ordine del giorno della riunione di insediamento della Commissione in programma il 10 febbraio.


















