Questa nuova tranche di incentivi avrà una durata di 20 anni e sarà così ripartita. Per gli impianti con una potenza nominale non inferiore a 1 Kw e collegati alla rete con un unico punto di connessione, gli incentivi saranno applicabili a una potenza cumulativa complessiva di 3.000 Mw (non più di 1.500 come previsto in precedenza). Per quelli che entreranno in funzione entro il 30 aprile 2011 la tariffa andrà da 0,401 euro per kWh (per impianti su edifici) a 0,358 (per gli altri impianti). Con entrata in esercizio da agosto a dicembre 2011, la tariffa scivola, rispettivamente a 0,380 e 0,333 euro. Ci sarà poi una decurtazione del 6% l'anno per l'entrata in funzione nel 2012 e nel 2013.
Per gli impianti fotovoltaici integrati architettonicamente con potenza non inferiore a 1 Kw e non superiore a 5 Mw, invece, spetteranno 0,44 euro per kWh di base (0,37 per potenze superiore ai 200 kW), per un ammontare di incentivi cumulabili pari a 200 Mw. È previsto un premio aggiuntivo per gli impianti su edifici che abbinano ai pannelli un uso efficiente dell'energia. Il testo indica inoltre gli incentivi per gli impianti a concentrazione, per una potenza cumulativa massima di 150 Mw. Queste tariffe incentivanti saranno cumulabili con i contributi in conto capitale previsti per gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici fino al 30% del valore.
Secondo il Governo la riduzione sensibile delle tariffe si compensa con la discesa dei prezzi dei componenti fotovoltaici avviatasi da tempo e destinana a proseguire nei prossimi anni. Assosolare tuttavia non sembra essere d'accordo. In questo modo, sostiene l'associazione, i grandi impianti rischiano di essere penalizzati, anche in vista di una possibile tassa Ici sul fotovoltaico. Assosolare osserva che se passasse il taglio del 25% sugli incentivi per i grandi impianti, come proposto dal ministero dello Sviluppo Economico, il tasso di rendimento di un progetto fotovoltaico potrebbe subire una riduzione di quasi il 40% rispetto ai valori del 2010.


















