Mercato
Accordo Eni-Ue, via libera alla cessione di 3 gasdotti
Il gruppo italiano manterrà però il controllo sulla distribuzione del gas
05 Febbraio 2010
Eni ha deciso di cedere le quote detenute nei gasdotti Tenp e Transitgas mentre il Tag sarà ceduto "molto probabilmente" a Cdp (Cassa depositi e prestiti). Secondo quanto riferisce l’Agenzia Italia la conferma è arrivata dall’ad del gruppo, Paolo Scaroni, che ha anche annunciato il via libera dell'Unione Europea agli impegni presi dalla società. Sulla vendita delle quote detenute da Eni in Tenp e Transitgas, che percorrono Olanda, Germania e Svizzera per portare in Italia il gas del Mare del Nord, i soci stranieri del gruppo energetico italiano (rispettivamente la tedesca E.On e la svizzera Swissgas) avranno il diritto di prelazione e la cessione in questo caso avverrà "sul mercato"; Diversa la sorte del Tag, che porta in Italia il gas dalla Russia passando per la Slovacchia e l'Austria. In questo caso ad acquistare la partecipazione, che da sola vale oltre la metà degli 1,5 miliardi di valore complessivo delle partecipazioni Eni nei tre gasdotti, sarà la Cdp.
«Con la cessione dei tre gasdotti – ha affermato Scaroni - Eni non rinuncia al diritto di trasportare il gas: siamo il primo operatore del settore in Europa e questo non cambia. Quello che ci avrebbe fatto veramente male sarebbe stato cedere i diritti di trasporto del gas, perché ci avrebbe imposto la riduzione della presenza sul mercato». Al contrario, il gruppo italiano, afferma il numero uno dell'Eni «continua a fare investimenti in tutto il mondo ed è impegnata in un programma di crescita molto importante. Se la cessione e' una scelta "dolorosa", lo è solo su un piano concettuale: non tocca il cuore della nostra attività di distribuzione del gas. Quanto al piano finanziario, consentirà comunque l'incasso di 1,5 miliardi (di cui oltre metà per la Tag), anche se questa somma non ci cambierà il bilancio e non abbiamo progetti specifici su come utilizzarla». La decisione di Eni chiude una vicenda iniziata nel maggio 2007, quando la Ue avviò un'indagine per presunta violazione della normativa sulla concorrenza che ha coinvolto i principali operatori del settore gas europeo, tra i quali E.On, Gdf e Rwe.