
Delle rinnovabili in Canada si è discusso in un convegno dell'Assolombarda a Milano. L'Ontario, stando ai dati del 2006, partiva con un mix energetico dove il nucleare contava il 37% della potenza installata; seguivano le rinnovabili (26%), il carbone (21%) e il gas (16%). Nelle proiezioni al 2025, le fonti alternative passerebbero al 34%, davanti a nucleare (31%) e gas (21%). La torta si completa con il 14% di efficienza energetica. Questa provincia è una delle più attive nel promuovere l'economia verde. Gli sforzi si concentrano su due cardini: rinnovabili ed efficienza. Le nuove tariffe feed-in dovrebbero garantire una marcia in più agli investimenti in questi settori.
Molti sforzi si concentrano sull'eolico offshore. Sulla regione dei Grandi Laghi ruotano diversi progetti di maxi parchi eolici come quello proposto dal consorzio Trillium. Si affacciano però gli stessi problemi che affliggono i piani europei nel Mare del Nord: soprattutto la necessità di realizzare una maxi griglia per collegare gli impianti tra loro e alla rete nazionale. Difatti uno degli assi su cui indirizzare gli investimenti canadesi è quello delle “smart grids”, le reti intelligenti capaci di assorbire e gestire l'energia discontinua proveniente dal vento e dalle altre fonti rinnovabili. L'energia solare, sia termica sia fotovoltaica, gode anch'essa di molti favori: non solo le tariffe feed-in, ma anche varie politiche locali e federali per la riqualificazione energetica delle abitazioni.
Il programma dell'Ontario per gli incentivi tariffari copre tutte le rinnovabili (solare, eolico, biomasse, idroelettrico, biogas); è il principale strumento per garantire lo sviluppo dell'energia verde a scapito delle fonti fossili. L'Ontario è il secondo mercato per il solare nell'America del Nord, dopo la California. Ricordando le già citate potenzialità dell'eolico offshore e l'importanza dell'idroelettrico: oltre la metà della produzione elettrica canadese proviene da questa fonte. Riuscirà l'Ontario a eliminare il carbone nel 2014? Le rinnovabili dovranno svolgere la loro parte ma non possono riuscire da sole nell'impresa. Dipenderà anche dal nucleare. Il progetto per ampliare la centrale di Darlington è ancora impantanato: senza l'atomo avremo un castello di carte anziché di cemento.


















