
La gerarchia dei rifiuti
La sua logica è considerare i rifiuti come risorse. Non più una semplice zavorra di cui disfarsi ma una miniera da sfruttare nei modi più diversi. Spazio, quindi, ai concetti di riutilizzo, riciclaggio, recupero (soprattutto energetico attraverso gli inceneritori) e smaltimento. Secondo il testo europeo, è meglio riutilizzare o riciclare materiali e prodotti piuttosto che bruciarli per ottenere energia; ovviamente la gerarchia è flessibile perché bisogna valutare i pro e contro per ogni soluzione dal punto di vista ambientale. Per esempio, il riciclo può generare un'elevata quantità di Co2 per il trasporto dei materiali e la successiva trasformazione nelle cosiddette “materie prime seconde”. In questi casi, un termovalorizzatore a elevata efficienza energetica può essere la carta vincente.
La responsabilità estesa del produttore
La Direttiva impone allora di considerare l'intero ciclo di vita dei rifiuti. Qui s'innesta la “responsabilità estesa del produttore” che gli Stati membri possono introdurre con varie misure a carico appunto di chi fabbrica e commercializza i prodotti. Il produttore, così, potrebbe vedersi obbligato a ritirare prodotti usati o i relativi rifiuti e a gestire le conseguenti attività (recupero o smaltimento) accollandosi le spese. I continui rinvii del ritiro “uno contro uno” degli apparecchi elettronici nei negozi, è un esempio delle incertezze italiane nel trasformare in legge ciò che altri Paesi hanno già collaudato e approvato. Gli Stati possono anche ideare norme per incoraggiare la progettazione eco compatibile dei prodotti. I Governi nazionali, inoltre, devono stilare entro il 2013 i programmi di prevenzione dei rifiuti.
L'esperienza francese
Il metodo scelto dalla Francia per accogliere la Direttiva è il patto sociale “Grenelle de l'Environnement”, lanciato nel 2007 dal ministro dell'Ecologia Jean Louis Borloo e sfociato in una prima legge nel 2009, che contiene un capitolo sulla gestione dei rifiuti. Questa stabilisce due obiettivi essenziali: ridurre i rifiuti domestici del 7% per ogni abitante nei prossimi cinque anni e aumentare la percentuale di riciclo sulla spazzatura complessivamente prodotta (35% nel 2012 e 45% nel 2015 rispetto al 24% del 2004). Il corollario della prima legge Grenelle è il Piano d'azione 2009-2012 con tutte le misure specifiche. Sarà un percorso molto costoso: il budget previsto è pari a quasi 260 milioni di euro. Per questo il Governo ha studiato una nuova tassa sulle attività inquinanti (Tgap) per scoraggiare l'incenerimento e lo smaltimento in discarica, a vantaggio del riutilizzo e riciclo dei rifiuti.


















