Politiche energetiche
Rinnovabili: Usa disarmati senza una legge federale
Le industrie del settore reclamano obiettivi nazionali per la produzione di elettricità verde
23 Febbraio 2010
Attenzione a non fermarsi a metà strada: questo l'avvertimento lanciato dalle principali associazioni americane delle rinnovabili nel prevedere come si svilupperà l'energia pulita nel 2010. L'amministrazione Obama si è mossa finora nella giusta direzione, iniziando a promuovere le fonti alternative (solare, eolico, biomasse, geotermia) con vari programmi federali, tra cui le misure del piano per la ripresa economica. Ora serve un passo in più: il Congresso dovrebbe approvare uno standard nazionale (Res, Renewable electricity standard) organico e coerente, per assicurare incentivi stabili e prolungati a tutte le fonti rinnovabili.
Manca, insomma, un obiettivo rigoroso sulla quota di energia pulita da raggiungere nei prossimi anni, rispetto ai consumi energetici complessivi degli Stati Uniti. Un recente studio di Navigant Consulting ritiene che con il 25% d'elettricità generata dalle rinnovabili nel 2025, si potrebbero creare 274mila posti di lavoro in più rispetto a uno scenario privo di queste politiche. Res Alliance raccomanda questi obiettivi intermedi: 12% d'elettricità verde nel 2014 e 20% nel 2020. Denise Bode dell'Awea (l'associazione americana dell'eolico) ha commentato che, senza applicare uno standard Res, gli Stati Uniti commetterebbero un vero “disarmo economico”. Sarebbe come procedere con una gamba sola: le buone intenzioni senza gli strumenti per attuarle.