
Nei mesi scorsi, Easyjet (uno dei principali vettori low cost europei) ha segnalato l'urgenza d'introdurre limiti severi alle emissioni di Co2 per gli apparecchi di nuova costruzione, ma si è ancora a un punto morto. Così la compagnia di bandiera britannica, in cooperazione con Solena, utilizzerà dal 2014 un impianto per convertire i rifiuti in propellente aeronautico. Sarà un vero e proprio bio carburante per i jet, ottenuto da un gasificatore ad elevata temperatura e da un procedimento (Fischer Tropsch) capace di convertire il gas in carburante. La centrale produrrà pure 20 Mw di elettricità esportabile sulla rete nazionale.
Stando a British Airways, il “biojet”potrebbe garantire emissioni di gas serra inferiori del 95% rispetto al kerosene tradizionale. Solena costruirà l'impianto a biomasse nella zona Est di Londra; British Airways ha firmato un accordo per acquistare tutto il carburante ecologico prodotto dallo stabilimento, che sarebbe il primo di questo tipo in Europa. L'obiettivo della compagnia inglese è dimezzare le emissioni di Co2 entro il 2050. Questo progetto, inoltre, rientra nei piani della municipalità londinese per convertire i rifiuti urbani in energia (Foodwaste to fuel Alliance), diminuendo la percentuale di spazzatura smaltita nelle discariche. Le 500mila tonnellate di scarti impiegati da British Airways per il biofuel, farebbero risparmiare 36 milioni di sterline per lo smaltimento in discarica.


















