
Un settore che contribuisce tantissimo alla difficile situazione ambientale del nostro paese è quello della mobilità: l'Italia è infatti il paese con la più elevata quantità pro capite di mobilità motorizzata. Nel trasporto terrestre i mezzi privati coprono circa l'82% della domanda. Anche le merci continuano a viaggiare prevalentemente su strada (il 71,9% nel 2008), poco in nave (18,3%) e ancora meno su ferrovia (9,8%). Il tasso di motorizzazione è ovviamente altissimo, con 598 auto ogni 1000 abitanti (+91% dal 1980). Una delle sfide più importanti che attende il settore, secondo Legambiente, è quella di far crescere nei prossimi 5 anni la quota di pendolari su ferrovia, fino ad arrivare a quota 4 milioni di utenti, rispetto ai 2 milioni e 640mila attuali (su un totale di 14 milioni di pendolari italiani). Un dato positivo segnalato dallo studio è la crescita delle piste ciclabili protette e non protette nei capoluoghi di provincia, lunghe circa 2.840 km nel 2008 contro i 2500 dell'anno precedente.
In tema di rifiuti, resta il divario Nord-Sud: la raccolta differenziata vola infatti in Trentino Alto Adige (53,4% del totale), Veneto (51,4%), Piemonte (44,8%) e Lombardia (44,5), mentre langue spaventosamente al Sud. In particolare sono decisamente basse le percentuali di riciclo realizzate da Molise (4,8%), Sicilia (6,1%), Basilicata (8,1%), Puglia (8,9) e Calabria (9,1%).
Legambiente insiste anche sul dissesto idrogeologico dell'Italia: ben 5581 comuni, pari al 70% del totale, sono a potenziale rischio elevato. Il 100% del territorio di Calabria, Umbria e Valle d'Aosta è in questa situazione, mentre nelle Marche riguarda il 99% e in Toscana il 98%. L'eccessiva antropizzazione delle aree di esondazione naturale dei corsi d'acqua e dei versanti franosi e instabili rappresenta un ulteriore problema. Nello specifico, le regioni con le più alte percentuali di comuni con abitazioni in zone a rischio sono la Sicilia (93%) e la Toscana (91%).
«Sono proprio le Regioni, che oggi hanno competenze rilevanti e spesso esclusive in materie delicatissime ad avere la responsabilità di trovare le risposte più efficaci per uscire da questa situazione - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -. La sfida che proponiamo ai candidati Governatori è di cogliere le opportunità che la crisi climatica e la crisi economica ci propongono, dimostrando l'esaurimento del vecchio modello di sviluppo e la necessità di fare della Green economy e della qualità dei territori italiani il punto di forza per rilanciare il Paese. Le nostre proposte sono molto precise: si tratta di spingere le fonti rinnovabili, far crescere la mobilità pendolare sui treni, migliorare la gestione e il recupero di acqua e rifiuti, ridurre il prelievo e l'impatto delle cave, valorizzare il sistema dei parchi, fermare il dissesto idrogeologico. I governatori devono avere il coraggio di utilizzare una nuova fiscalità che alleggerisca lavoro e imprese e colpisca l'uso delle risorse ambientali per far pagare finalmente chi oggi lucra scavando le montagne, imbottigliando l'acqua o consumando suoli».


















