
Le raccomandazioni considerano tutti quei fattori in precedenza sottovalutati: tutela del patrimonio forestale e della biodiversità, utilizzo del suolo, calcolo delle emissioni di Co2. Ciò significa esaminare la convenienza economica e ambientale delle biomasse destinate alla produzione di energia elettrica e riscaldamento, per impianti di potenza installata uguale o superiore a 1 Mw. «La biomassa - ha dichiarato Günther Oettinger, commissario dell’Energia - è una delle risorse più importanti per raggiungere i nostri obiettivi nelle fonti rinnovabili. Contribuisce a oltre la metà del consumo di energia verde nell’Unione europea, fornendo una risorsa pulita, sicura e competitiva».
Una raccomandazione importante riguarda il divieto di convertire foreste (o altri ecosistemi con elevate capacità di assorbire la Co2) in terreni coltivati a biomasse. La biomassa, inoltre, deve garantire una riduzione della Co2 pari al 35% rispetto alle fonti fossili, da calcolare attraverso una formula standard. La percentuale salirà al 50% nel 2017 e 60% nel 2018 per tutti i nuovi impianti. Un’altra raccomandazione, infine, riguarda gli incentivi nazionali alle biomasse, che dovrebbero premiare gli impianti più efficienti. L’obiettivo è controllare la provenienza delle biomasse, cercando di armonizzare i criteri nazionali ed evitare ostacoli alla diffusione delle bio energie.



















