
Si comincia con una proroga dei termini d'iscrizione, rinviati di un mese al 30 marzo. Coinvolte circa 600mila imprese per 150 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti, trasportati e smaltiti. Finché si è commentato l'obiettivo del Sistri, era tutto chiaro: vigilare sull'intera filiera dei rifiuti per combattere lo smaltimento illegale, ricevere informazioni in tempo reale, ridurre le scartoffie (formulari, registri e modelli unici) sostituendole con documenti elettronici e chiavette Usb. Sugli aspetti pratici sono comparsi i primi interrogativi. Varie critiche dalle associazioni, in primis quella dei trasportatori. «Le cabine dei nostri camion sembrano delle astronavi», ha commentato scherzosamente Claudio Fraconti, vice presidente Asstri Conftrasporto, riferendosi all'ennesimo congegno da installare, presso le officine autorizzate dal ministero, su tutti i veicoli che caricano spazzatura. È la piccola scatola nera che comunicherà col satellite.
Non avrebbe guastato una maggiore coordinazione tra le istituzioni (non solo il ministero, ma anche le regioni) e le categorie interessate. Sarebbero diminuite le incomprensioni, senza dover pubblicare decreti per correggere il tiro dopo aver scoccato la freccia. Difatti i trasportatori hanno altre richieste. Per esempio, vorrebbero che anche le imprese straniere operanti in Italia debbano iscriversi al Sistri. Altrimenti - aggiunge Fraconti, magari esagerando un po' - rischiamo di perdere il mercato, considerando che l'80% dei nostri rifiuti pericolosi viaggia verso l'estero. Altri dubbi delle associazioni: siamo sicuri che il Sistri costerà meno dei faldoni precedenti? E perché dovremmo pagare un abbonamento annuale quando il sistema partirà a settembre? Infine: chi controllerà i 20/30mila movimenti giornalieri di rifiuti e le riprese delle telecamere nelle discariche?
Sarà il comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente (Noe) a gestire il sistema, una fitta rete di comunicazioni bidirezionali tra ministero, enti locali, Polizia, Finanza, trasporti marittimi e ferroviari, Ispra e Albo nazionale dei gestori ambientali. Le sue maglie dovrebbero trattenere gli scarti gestiti in modo illegale (le cosiddette “eco mafie”) anche se il compito appare arduo. In Campania si vigilerà pure sui rifiuti solidi urbani. Si tratta ora di verificare come partirà l'occhio telematico ministeriale. Quando il progetto passerà dalla carta alle ruote dei camion e ai binari delle ferrovie, capiremo se il Sistri andrà subito in stand by o viaggerà in tutta sicurezza.


















