
Il dibattito politico sull’ambiente si è sempre mosso nell’alveo di quanto già avviene in Europa: c’è un tetto unico alle emissioni di Co2 e le imprese possono scambiare tra loro quote di Co2 (quelle più inquinanti le possono acquistare da quelle più virtuose). Invece i tre senatori intendono presentare al Senato, il prossimo mese, una proposta di legge che supera la semplice compravendita di quote. L’idea è limitare le emissioni con regole diverse in tre settori principali (industria, trasporti, compagnie elettriche).
Ci sarebbero varie misure allo studio: un tetto progressivamente più basso per le centrali energetiche, una carbon tax sui carburanti per finanziare i trasporti elettrici, l’esplorazione di nuovi giacimenti offshore di petrolio e gas e il sostegno federale per la costruzione di reattori nucleari e impianti Ccs (carbon capture and storage), per catturare la Co2 delle centrali a carbone.
Prevedibilmente ci sarà battaglia in Senato tra lobby e interessi contrapposti; otto mesi fa, la Camera aveva approvato una proposta di legge sul cap and trade. I senatori hanno dichiarato di voler negoziare con gli oppositori e di non aver completamente abbandonato l’idea di un mercato delle quote. Una legge sulle emissioni è indispensabile per centrare l’obiettivo dell’amministrazione Obama: -17% di gas inquinanti entro il 2020 (rispetto però ai livelli ben più elevati del 2005 e non del 1990 come in Europa).


















