
Cofinanziando i progetti per un massimo del 50%, l'Ue contribuirà a raccogliere fino a 22 miliardi di euro di investimenti privati. I 2,3 miliardi di euro saranno erogati nei prossimi 18 mesi. Andando a scorrere la lista delle opere finanziate, si nota come lo stanziamento più cospicuo riguardi la nuova rete elettrica che collegherà Francia e Spagna(225 milioni di euro di contributo europeo), seguita da quella per il gas tra Francia e Belgio (200 milioni di euro) e dal gasdotto Grtgas Africa-Spagna-Francia (quasi 176 milioni di euro). Se Parigi può essere soddisfatta per i finanziamenti ricevuti, anche l'Italia non può certo lamentarsi: 100 milioni di euro andranno al collegamento gas italo-greco Poseidon, 120 milioni aiuteranno la costruzione del metanodotto Galsi con l'Algeria, mentre Terna riceverà 110 milioni per realizzare il nuovo cavo elettrico sottomarino tra Sicilia e Penisola. Confermato anche l'impegno europero nel megaprogetto Nabucco, che riceverà 200 milioni di finanziamenti.
Soddisfatto il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che ha dichiarato: «Nel quadro del piano di ripresa economica dell'UE intendiamo finanziare "investimenti intelligenti" che diano uno stimolo a breve termine alla realizzazione di obiettivi a lungo termine. L'investimento in infrastrutture chiave non solo darà un impulso all'economia e all'occupazione, ma contribuirà anche ad accrescere la sicurezza dell'approvvigionamento di energia e di riscaldamento delle case dei cittadini, anche in caso di perturbazioni delle forniture. Abbiamo appreso la lezione impartitaci dalla recente crisi del gas; è anche per questo che abbiamo deciso di destinare un consistente sostegno finanziario a progetti di nuove infrastrutture energetiche».
Positivo anche il commento di Günther Oettinger, commissario europeo per l'Energia: «È la prima volta che la Commissione stanzia un importo così ingente per progetti energetici. Abbiamo selezionato progetti chiave che contribuiranno a creare una rete energetica più integrata in Europa, che assicuri flussi di energia flessibili al di là dei confini degli Stati membri. Gli obiettivi energetici e climatici che l'Europa si è data richiedono grandi investimenti rischiosi nelle infrastrutture con tempi lunghi di ammortamento. Il problema risiede però nel fatto che, nel clima economico attuale, i progetti rischiano di subire ritardi. In questo momento l'Europa può giocare un ruolo importante e contribuire a tenere in vita e far avanzare i progetti».


















