Ambiente
Ozono, maglia nera all'Italia nell'estate 2009
Il nostro Paese ha superato la soglia limite per ben 79 giorni, il dato peggiore in Europa
12 Marzo 2010
Nell'estate del 2009 l'Italia ha conquistato il poco invidiabile primato europeo relativo ai giorni di sforamento dalla soglia limite dell'ozono. È quanto evidenzia l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente, segnalato dall'Agenzia Apcom, secondo cui le 300 stazioni di monitoraggio presenti sul territorio nazionale hanno rilevato ben 79 giorni oltre la 'soglia di informazione', pari a 180 microgrammi per metro cubo della concentrazione media oraria della giornata. Dopo l'Italia, seguono la Grecia con 41 sforamenti, la Spagna con 39, la Francia con 37 e la Romania con 36. Secondo il rapporto, complessivamente nel Vecchio Continente l'estate del 2009 è stata la migliore dal 1997, ovvero quella con il numero minore di superamenti dei limiti. Di fatto, nei paese del Nord Europa non è stato registrato alcuno sforamento, eccezione fatta per il Belgio con soli 5 giorni. Quanto al resto d'Europa, in Austria ci sono stati solo 3 giorni di sforamento, in Inghilterra solo 2.
Per quanto riguarda la concentrazione massima di ozono registrata in un'ora, il record spetta alla Francia con 284 microgrammi per metro cubo rispetto ai 240 consentiti dalla soglia di allerta. L'Italia è seconda, con 279 microgrammi per metro cubo, la Spagna terza con 274. Le aree italiane con la più alta concentrazione di ozono in un'ora sono state quelle di Meda e Trezzo D'Adda, entrambe in Lombardia. Secondo il rapporto, nell'estate 2009 è stato interessato dagli sforamenti dei limiti di ozono il 50,6% della popolazione italiana, contro il 48,6% dell'estate del 2008 e il 66,3% di quella del 2007. La media europea si è attestata sul 17,2%. In complesso, rileva il rapporto, l'estate del 2009 ha segnato un record per le basse concentrazioni di ozono, nonostante le alte temperature registrate molto vicine a quelle della caldissima estate del 2003 che fu interessata dal più alto numero di sforamenti degli ultimi dieci anni. Malgrado l'ozono formi una sorta di schermo protettivo nella stratosfera (da 10 a 40 km di altitudine), ai livelli più bassi è un inquinante che può essere pericoloso per la salute umana.