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L'energia marina si fa largo in Europa
Fonti alternative
L'energia marina si fa largo in Europa
La Gran Bretagna punta ad arrivare a 2000 Mw. Nel frattempo La Spagna sperimenta nuove tecnologie
22 Marzo 2010
L'Europa punta sempre di più sull'energia marina per risolvere i propri problemi di fabbisogno: particolarmente attivo appare l'esecutivo del Regno Unito, che ha calcolato che l'energia ricavata da onde, correnti e maree, potrebbe raggiungere una potenza di 2.000 Mw entro il 2020. Lo ha dichiarato il ministro dell'Energia e dei cambiamenti climatici David Kidney, presentando il nuovo Strategic Environmental Assessment del Governo per l'energia offshore. «Per la prima volta abbiamo incluso in questo documento anche l'energia delle onde, delle maree e delle correnti. Abbiamo così posto le basi per lo sviluppo commerciale di queste tecnologie», ha precisato Kidney in una dichiarazione riportata dall'Agenzia Apcom. Negli ultimi 10 anni Londra ha investito circa 60 milioni di sterline (66 milioni di euro) in ricerca e sviluppo per l'energia marina. 

In particolare la Scozia ha già annunciato gli appalti per l'installazione dei primi progetti commerciali per l'energia marina, nel Pentland Firth, nel nord, e attorno alle isole Orkney. Il premier scozzese Alex Salmond prevede che la zona, dove l'Atlantico incontra il Mare del Nord, diventerà l'"Arabia Saudita" dell'energia marina, grazie alle potenti correnti e maree. I primi impianti saranno operativi entro il 2020, producendo elettricità per 700mila famiglie, ma richiederanno investimenti miliardari. Ad aggiudicarsi i lavori per sei progetti di sfruttamento delle onde e quattro delle maree sono stati grandi gruppi come E.on, Scottish and Southern Energy, che già gestiscono grandi progetti idroelettrici, e Scottish Power, forte investitore nell'eolico. Ma ci sarà posto anche per la piccola società di Edinburgo Pelamis Wave Power, un pioniere dell'energia marina, il cui meccanismo a "serpente" è in fase di test al largo del Portogallo.

Ma secondo Peter Madigan, dell'associazione Renewable Uk, nel Regno Unito sono necessari ulteriori investimenti per 150-200 milioni di sterline (166-221 milioni di euro): «Ci vuole una maggiore consapevolezza delle necessità di investimenti iniziali. Con gli investimenti giusti, il settore delle energie marine potrà creare 43.500 posti di lavoro e portare all'economia britannica 4,2 miliardi di sterline (4,6 miliardi di euro) all'anno». Attualmente la potenza elettrica installata nel Regno Unito in impianti marini è di soli 2,4 Mw. 

Un'ulteriore spinta alla diffusione dell'energia marina potrebbe arrivare dalle innovazioni tecnologiche: in Spagna si sta sviluppando una nuova tecnica di energia dalle onde che, secondo i progettisti, promette di aumentare sensibilmente (di circa il 170% rispetto alle tecniche tradizionali) sia la potenza per unità di area che l'energia prodotta. Denominato Welcome (Wave Energy Lift Converter Multiple España), il progetto è sviluppato dalla società Anortec in collaborazione con due enti di ricerca pubblici: la Plataforma Oceanica de Canarias e il Consorcio Escuela Industrial Barcelona. Di recente il ministero della Scienza e dell'innovazione ha assegnato un finanziamento pubblico di 2,1 milioni di euro. Welcome si basa sulla tecnologia Apc-Pisys, che consiste in un sistema multiplo di boe, posizionate sia al livello del mare che sotto la superficie, a profondità variabili e regolabili. In questo modo si possono sfruttare contemporaneamente la pressione, l'energia cinetica e quella potenziale delle onde, al contrario delle tecniche tradizionali che utilizzano separatamente l'una o l'altra energia. Attualmente il progetto è nella fase dimostrativa: si sta lavorando alla realizzazione di un prototipo in scala 1:5 della potenza di 100-150 kW, che sarà installato nelle isole Canarie. I primi impianti industriali, che dovrebbero essere installati in Galizia (Nord-Ovest della Spagna), saranno realizzati da più macchine in serie in grado di assicurare una potenza di 10-20 MW e di generare tra i 30 e i 60 milioni di kWh all'anno.

Sempre in Spagna, la Commissione europea ha stanziato un finanziamento di quattro milioni e mezzo di euro a un consorzio internazionale per la realizzazione di una centrale di energia da moto ondoso che utilizzerà la tecnologia statunitense della PowerBuoy OPT. Questo sistema, prodotto in Usa, è costituito da una grande boa emergente e da una parte sommersa; qui è impiantato un pilone che permette di ancorare il sistema in fondo al mare in modo da poter produrre energia. Il modello utilizzato sarà largo 14 metri e lungo 15 e capace di sviluppare una potenza di 150 Kw.

 
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