
In particolare la Scozia ha già annunciato gli appalti per l'installazione dei primi progetti commerciali per l'energia marina, nel Pentland Firth, nel nord, e attorno alle isole Orkney. Il premier scozzese Alex Salmond prevede che la zona, dove l'Atlantico incontra il Mare del Nord, diventerà l'"Arabia Saudita" dell'energia marina, grazie alle potenti correnti e maree. I primi impianti saranno operativi entro il 2020, producendo elettricità per 700mila famiglie, ma richiederanno investimenti miliardari. Ad aggiudicarsi i lavori per sei progetti di sfruttamento delle onde e quattro delle maree sono stati grandi gruppi come E.on, Scottish and Southern Energy, che già gestiscono grandi progetti idroelettrici, e Scottish Power, forte investitore nell'eolico. Ma ci sarà posto anche per la piccola società di Edinburgo Pelamis Wave Power, un pioniere dell'energia marina, il cui meccanismo a "serpente" è in fase di test al largo del Portogallo.
Ma secondo Peter Madigan, dell'associazione Renewable Uk, nel Regno Unito sono necessari ulteriori investimenti per 150-200 milioni di sterline (166-221 milioni di euro): «Ci vuole una maggiore consapevolezza delle necessità di investimenti iniziali. Con gli investimenti giusti, il settore delle energie marine potrà creare 43.500 posti di lavoro e portare all'economia britannica 4,2 miliardi di sterline (4,6 miliardi di euro) all'anno». Attualmente la potenza elettrica installata nel Regno Unito in impianti marini è di soli 2,4 Mw.
Un'ulteriore spinta alla diffusione dell'energia marina potrebbe arrivare dalle innovazioni tecnologiche: in Spagna si sta sviluppando una nuova tecnica di energia dalle onde che, secondo i progettisti, promette di aumentare sensibilmente (di circa il 170% rispetto alle tecniche tradizionali) sia la potenza per unità di area che l'energia prodotta. Denominato Welcome (Wave Energy Lift Converter Multiple España), il progetto è sviluppato dalla società Anortec in collaborazione con due enti di ricerca pubblici: la Plataforma Oceanica de Canarias e il Consorcio Escuela Industrial Barcelona. Di recente il ministero della Scienza e dell'innovazione ha assegnato un finanziamento pubblico di 2,1 milioni di euro. Welcome si basa sulla tecnologia Apc-Pisys, che consiste in un sistema multiplo di boe, posizionate sia al livello del mare che sotto la superficie, a profondità variabili e regolabili. In questo modo si possono sfruttare contemporaneamente la pressione, l'energia cinetica e quella potenziale delle onde, al contrario delle tecniche tradizionali che utilizzano separatamente l'una o l'altra energia. Attualmente il progetto è nella fase dimostrativa: si sta lavorando alla realizzazione di un prototipo in scala 1:5 della potenza di 100-150 kW, che sarà installato nelle isole Canarie. I primi impianti industriali, che dovrebbero essere installati in Galizia (Nord-Ovest della Spagna), saranno realizzati da più macchine in serie in grado di assicurare una potenza di 10-20 MW e di generare tra i 30 e i 60 milioni di kWh all'anno.
Sempre in Spagna, la Commissione europea ha stanziato un finanziamento di quattro milioni e mezzo di euro a un consorzio internazionale per la realizzazione di una centrale di energia da moto ondoso che utilizzerà la tecnologia statunitense della PowerBuoy OPT. Questo sistema, prodotto in Usa, è costituito da una grande boa emergente e da una parte sommersa; qui è impiantato un pilone che permette di ancorare il sistema in fondo al mare in modo da poter produrre energia. Il modello utilizzato sarà largo 14 metri e lungo 15 e capace di sviluppare una potenza di 150 Kw.


















