Tra le criticità riscontrate dallo studio, quelle di carattere politico-normativo: l'assenza di una programmazione certa e di lungo periodo per gli incentivi (attualmente bloccati da revisioni triennali che rallentano lo sviluppo del settore), la mancata emanazione di un decreto legge sugli obblighi italiani a livello regionale, l'assenza di un sistema incentivante per l'energia termica da rinnovabili. Per il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni: «Il quadro che emerge dalla ricerca è in linea con le politiche Ue in materia di agricoltura e ambiente, anche secondo quanto dichiarato dal commissario europeo per l'Ambiente, Potocnick. I 37 miliardi di euro in 5 anni messi a disposizione dalla Pac per i servizi ambientali testimoniano la centralità del settore in ottica ecosostenibile, ma non bastano: occorre creare un sistema incentivante per l'agricoltore che tutela il bene pubblico».
Confagricoltura ha poi avviato un nuovo progetto che mira a impiantare 5 milioni di alberi sul territorio nazionale per rilanciare il ruolo di boschi e foreste in tutte le loro funzioni positive, dalla fissazione del carbonio, alla tutela della biodiversità, alla conservazione della qualità del paesaggio, al contenimento del dissesto idrogeologico. Negli ultimi 20 anni la superficie forestale italiana è aumentata principalmente in seguito alla riduzione di quella agricola utilizzata per le coltivazioni di circa 1,5 milioni di ettari. Le superfici forestali italiane, che hanno registrato una crescita del 7,2% negli ultimi 20 anni, contano oggi 10,7 milioni di ettari, rappresentano il 35% del territorio nazionale e sono concentrate per oltre il 50% nelle regioni del Nord. L'associazione di categoria ritiene fondamentale ricostituire il potenziale forestale per prevenire frane e alluvioni.


















