Quando i tassi di interesse sono bassi (5%) la tecnologia più competitiva è il nucleare, seguita dal carbone con cattura e stoccaggio di Co2. Quando invece i tassi sono più alti (intono al 10%) il peso dell'investimento finanziario nell'energia atomica diventa più ingente e sono dunque le centrali a carbone con cattura della Co2 le soluzioni economiche più convenienti, seguite dagli impianti a gas a ciclo combinato. Ma da considerare sono anche, secondo lo studio, le condizioni locali e i miglioramenti tecnologici: per esempio se le condizioni locali sono favorevoli, idroelettrico e vento possono rappresentare soluzioni competitive.
Ognuna di queste tecnologie, sottolinea la ricerca, presenta vantaggi e svantaggi: per esempio il gas richiede bassi investimenti, ha emissioni di Co2 inferiori rispetto ad altre tecnologie che utilizzano combustibili fossili e un'alta flessibilità operativa. Tuttavia il gas presenta costi di generazione che dipendono fortemente dai livelli di prezzo del mercato. Il nucleare offre notevoli quantità di energia, basse emissioni e costi stabili nel tempo. Ma richiede investimenti elevati. Il carbone è economicamente competitivo ma ci sono da considerare i costi della Co2. Secondo il numero uno dell'Aie, Nobuo Tanaka, «per sostenere la competitività delle tecnologie a basse emissioni come il nucleare, le rinnovabili e la cattura e stoccaggio di Co2, serve un'azione di governo forte per abbassare i costi finanziari e segnali significativi sui prezzi della Co2, che devono essere internalizzati nei mercati dell'energia».


















