
La Spagna riparte così dall’esperienza che sta maturando con il progetto pilota Movele: duemila veicoli e 500 punti di ricarica entro il 2010 a Barcellona, Madrid e Siviglia. Zapatero è quindi convinto che ci siano le fondamenta per sviluppare la mobilità elettrica a livello nazionale. Ci sono diverse barriere critiche da superare, soprattutto la domanda di veicoli. La prima misura del piano d’azione prevede incentivi del 20% sul costo dei mezzi (fino a un massimo di seimila euro), destinati agli utenti privati e alle flotte aziendali. L’attenzione si concentrerà sulle 145 città con oltre 50mila abitanti, rinnovando progressivamente i parchi automobilistici pubblici e privati grazie anche a una politica integrata (per esempio, la possibilità di entrare nelle zone a traffico limitato, orari di carico e scarico merci più estesi, punti di ricarica riservati ai mezzi di pubblica utilità come quelli della polizia).
Uno sforzo consistente riguarderà l’installazione delle stazioni di ricarica: se ne prevedono oltre 60mila nelle abitazioni private, 275mila nei parcheggi e oltre seimila sulle autostrade (questi numeri sono riportati dal sito Rinnovabili.it). Alcune decine di milioni di euro andranno alla ricerca sull’efficienza delle batterie; altri fondi serviranno a creare degli standard tecnologici, coinvolgendo il più possibile le compagnie elettriche. Ci sarà una nuova tariffa per favorire la ricarica durante le ore notturne, oltre a un piano di marketing per informare correttamente i cittadini sui vantaggi dei veicoli elettrici rispetto a quelli tradizionali.


















