I vantaggi
I buchi consentirebbero di sfruttare le caratteristiche geologiche delle rocce in profondità per isolare le scorie, senza realizzare altre barriere protettive. Gli scienziati ritengono che la maggior parte del sottosuolo americano e un terzo di quello della Gran Bretagna sarebbe utilizzabile a questo scopo. I pozzi, inoltre, potrebbero eliminare il rischio di contaminazione dell'acqua. Difatti le falde acquifere che si trovano due o più chilometri sotto il livello del suolo, sono molto più salate di quelle più vicine alla superficie: quindi l'acqua, essendo più pesante di quella dolce, ristagna in profondità con l'eventuale dispersione delle scorie.
Corrosione in agguato
Il problema principale dei depositi tradizionali scavati nelle viscere delle montagne, è la sicurezza dei contenitori: la corrosione è sempre in agguato. Molti Paesi potrebbero così abbandonare i progetti di depositi centralizzati per decine o centinaia di pozzi: non solo gli Stati Uniti, ma anche Svezia e Finlandia, per esempio, stanno pensando d'imboccare questa strada. Tale strategia ricorda molto da vicino i programmi dimostrativi per catturare e immagazzinare la Co2 nel sottosuolo, nella speranza di ridurre le emissioni inquinanti delle centrali a carbone. Anche in questo caso, si tratta di riempire cavità sotterranee considerate sicure e impermeabili (come ex giacimenti di gas naturale).


















