Per questa buona notizia (si tratterebbe del calo più rilevante negli ultimi 40 anni) c’è però un rovescio della medaglia, dato dal fatto che la diminuzione non è stata strutturale ma contingente, legata alla cioè prevalentemente alla crisi economica e alla riduzione di produzione e consumi. Un piccolo ruolo, certo, deve averlo avuto anche il maggior ricorso a fonti energetiche rinnovabili.
Inoltre, i principi dell’Ets fanno sì che i permessi non "consumati" possano essere utilizzati in un secondo momento oppure rivenduti secondo meccanismi d’asta. In questo modo, commentano alcuni osservatori, si crea una sorta di licenza per l’inquinamento futuro. Una soluzione al problema potrebbe venire solamente da una revisione dei tetti massimi di emissioni dannose consentite.
Il settore della produzione energetica dichiara per lo scorso anno un calo delle proprie emissioni pari a 199 tonnellate di Co2, ma nonostante questo il comparto resta in deficit per 124 tonnellate. L'industria pesante registra invece un -18% di emissioni vantando anche un surplus del 30% di crediti.


















