
Secondo Enel, obiettivo dell'accordo è la definizione delle aree di potenziale cooperazione tra Enel-Edf e Ansaldo Energia, che controlla al 100% Ansaldo Nucleare, nell'ambito dello sviluppo e della costruzione di almeno quattro Unita' nucleari con tecnologia Epr (Evolutionary Pressurised Reactor) Areva che Enel ed Edf intendono realizzare in Italia. Enel ed Edf avranno il ruolo di investitori e di Architect Engineer, ovvero deterranno la responsabilità complessiva del progetto e della gestione, realizzazione e del commissioning degli impianti. Le due società beneficeranno dell'esperienza di Ansaldo negli studi, nella progettazione e nelle attività di commissioning dei sistemi nucleari e nel supporto alle attivita' di licensing. Ansaldo Energia inoltre potrà partecipare alle gare per l'assegnazione dei contratti di fornitura e montaggio di apparecchiature e di sistemi ingegnerizzati (packages) previa qualifica da parte di Enel ed Edf.
«Questo importante accordo è un primo passo concreto volto a massimizzare il coinvolgimento dell'industria nazionale nella realizzazione degli impianti nucleari che Enel ed Edf intendono realizzare in Italia - spiega Enel in una nota - La rinascita del nucleare è un fenomeno di livello mondiale: attualmente vi sono, infatti, ben 55 nuovi impianti nucleari in fase di realizzazione in 14 diversi Paesi basati su diverse tecnologie».
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha evidenziato la necessità di reintrodurre l'energia atomica in Italia: «Noi eravamo un Paese all'avanguardia, Fermi era un italiano e nel '64 avevamo una centrale - ha detto Berlusconi, ricordando che poi il percorso nucleare si è interrotto con il referendum- . A fronte di questo abbiamo il risultato che in Italia l'energia viene pagata il 30% in più rispetto agli altri cittadini europei e questo ci mette in difficoltà. Il nucleare è una decisione doverosa; ora abbiamo la necessità di convincere i cittadini delle zone su cui si costruiranno le centrali che sono sicure».
Soddisfazione per l'intesa è stata espressa anche dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. «Sono 11 gli accordi firmati per il rientro dell'Italia nel nucleare. Il sistema industriale nucleare italo-francese punta non solo alle costruzioni di centrali in Italia ed ha l'obiettivo di assicurare una produzione elettrica da nucleare entro il 2030 pari al 25% del fabbisogno nazionale». In una successiva intervista a Mattino 5 Scajola ha precisato che «in autunno le imprese potranno proporre le richieste di concessioni per le autorizzazioni delle centrali nucleari nel nostro Paese».


















