Le risorse rinnovabili alla base di questo progetto sono 280 ettari coltivati a mais, triticale e sorgo oltre che le vinacce risultanti dalla produzione dei vini. Dalla loro fermentazione grazie a particolari batteri anaerobi metanigeni si origina metano che – in modo assolutamente ecologico, assicura l’azienda - serve a sua volta da combustibile per un motore che genera elettricità.
L’impianto è costato 3 milioni di euro ma si prevede che tale cifra sarà ammortizzata in soli 5 anni grazie al fatto che quasi il 50% dell’energia prodotta sarà venduta alla rete elettrica nazionale.
“Per far vivere la terra - ha dichiarato Luigi Malenchini, attuale amministratore delegato di Ginori Lisci - bisogna inserirla nel sistema economico, un sistema che oggi vede tra le materie prime più preziose proprio l’energia. Finora in Toscana l’oro della terra è sempre stato il vino, oggi abbiamo voluto fare un passo in più e legare insieme l’agricoltura tradizionale, il vino e adesso anche l’energia. Il nostro obiettivo è essere un’ impresa agricola contemporanea e propositiva, vogliamo superare il concetto di qualità fine a se stessa e dimostrare che un nuovo equilibrio è possibile, e senza rinunciare alla crescita”.


















