Decreti
Più riciclo e meno discariche con la direttiva rifiuti in Italia
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo che dovrebbe rivoluzionare la gestione del settore sull'esempio europeo
20 Aprile 2010
Questa volta l'Italia arriva in tempo: il Consiglio dei Ministri, approvando il decreto che accoglie la Direttiva europea del 2008 sui rifiuti, ha rispettato pienamente il termine del 12 dicembre 2010 per rivedere la nostra politica del settore. Il testo italiano riprende così i principali punti della normativa comunitaria, pensata per gestire in modo migliore tutto il ciclo dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento. Gli sforzi si concentrano sulla necessità di recuperare e riciclare la maggiore quantità possibile di scarti: un problema particolarmente urgente per il nostro Paese, dove oltre metà della spazzatura finisce ancora nelle discariche.
Tra le misure più importanti del decreto, c'è per esempio una nuova definizione delle cosiddette “materie prime seconde” (quelle recuperate dai procedimenti industriali) in cui adesso rientrano i rottami ferrosi e la carta, finora trattati come semplici rifiuti. Entro il 2020 bisognerà recuperare almeno la metà di vetro, carta, plastica e metalli. Il testo prevede regole più semplici per riutilizzare i sottoprodotti come i trucioli e gli sfridi, provenienti rispettivamente dalle lavorazioni del legno e dei metalli; anche il materiale di risulta, scavato per costruire infrastrutture come strade e metropolitane, prima considerato un rifiuto da smaltire in discarica con relativo costo, potrà essere impiegato sui cantieri a patto che non sia contaminato. I rifiuti, inoltre, diventano una risorsa energetica in forma di Cdr (combustibile da rifiuti).