Proprio per questo, la nuova direttiva conterrà regole valide per tutti gli Stati membri sulla gestione delle scorie, dalla loro produzione allo stoccaggio, evitando fughe all'estero che potrebbero gettare zone d'ombra sull'energia nucleare. Un recente sondaggio Eurobarometer sul nucleare ha confermato la necessità di un ordinamento comunitario del settore. Difatti l'82% degli intervistati afferma che sarebbe molto o abbastanza utile l'esistenza di una legge europea sulla gestione dei rifiuti radioattivi. Il consenso maggiore su questo punto si registra in Paesi come Ungheria, Olanda e Slovenia (90%); anche Francia e Finlandia, i due maggiori produttori di energia nucleare in Europa, sostengono che l'Europa dovrebbe intervenire sulla materia, con quote superiori all'80% degli intervistati. Sempre secondo il sondaggio, il 37% dei cittadini sarebbe favorevole alla costruzione di nuove centrali nel proprio Paese, con punte del 67% in Svezia, 54% in Finlandia, 51% in Gran Bretagna e 48% in Francia, mentre l'Italia si ferma al 28 per cento. Per circa la metà del campione, i rischi del nucleare continuano a superare i possibili benefici economici di questa fonte energetica.


















