L'importanza della ricerca
Questo, però, non basta. Bisogna espandere la dimensione media delle aziende, con fusioni e acquisizioni non solo nel nostro Paese ma anche oltreconfine. Il fotovoltaico italiano, secondo Lorenzoni, deve trovare le risorse per muoversi più attivamente sul mercato, comprando quote di società straniere. Un altro punto di fondamentale importanza è la ricerca, proprio considerando la difficile concorrenza con imprese che possiedono capacità industriali superiori alle nostre. Serve un progetto industriale di ampio respiro. «La tecnologia fotovoltaica che installeremo tra cinque o dieci anni probabilmente avrà poco a che fare con il silicio cristallino, una tecnologia ottima, ma che non permette costi d’investimento che siano un quarto o un quinto di quelli attuali», ha commentato Lorenzoni.
Competizione e concorrenza sleale
Le imprese devono anche fronteggiare la crescente competizione interna. «Non c’è dubbio che il fotovoltaico italiano stia attraversando un momento di grande fermento: mercato affollato, contendenti agguerriti e concorrenza spietata», ha precisato l’amministratore delegato di ME Making Energy, Luciano Filippi, la cui azienda ha subito la concorrenza sleale di Dinergi (Gruppo Naicon). Il Tribunale di Torino ha difatti accertato, in sede cautelare, che Dinergi ha pubblicizzato sul proprio sito internet quattro impianti fotovoltaici realizzati da ME Making Energy, riproducendo le schede descrittive e iconografiche utilizzate dall’azienda ricorrente nelle proprie attività commerciali. Secondo il Tribunale, come riferisce un comunicato di ME Making Energy, «l’usurpazione della paternità degli impianti fotovoltaici pare configurare una condotta di concorrenza sleale», per diversi motivi (confusione tra imprese, violazione della correttezza professionale).


















