Fonti pulite
L'insilato di mais è la biomassa con il maggior potenziale
Questa coltura, segnala uno studio dell'Università di Milano, è in grado di sviluppare il 60% di metano
18 Maggio 2010
La biomassa agricola con il maggiore potenziale energetico è l'insilato di mais, in grado di sviluppare circa il 60% di metano. È questo uno dei risultati principali di Probitec, progetto dell'Università degli studi Milano e segnalato dall'Agenzia Ansa. Dalla ricerca emergono le potenzialità energetiche di nuove materie prime come il triplo concentrato di pomodoro, le vinacce. Ottime potenzialità metanigene presentano anche riso verde e rottura di riso, mentre tra gli scarti di trasformazione si distinguono le polpe di bietola suppressate e il triplo concentrato di pomodoro. I reflui di allevamento più interessanti sono invece costituiti dalla pollina con il 57% di sviluppo di metano. Tra le nuove opportunità individuate, Massimo Brambilla della Facoltà di Medicina veterinaria dell'Università di Milano, ha evidenziato la codigestione con biomasse vegetali prodotte allo scopo, oppure con sottoprodotti dell'industria agroalimentare. Questi ultimi, in particolare, risultano particolarmente interessanti per le regioni che non dispongono di coltivazioni di colture energetiche.
«La voce di costo più importante per chi decide di realizzare un impianto di biogas è la biomassa - ha affermato Michael Niederbacher di Bts Italia - Il nostro paese è penalizzato a livello normativo nella realizzazione di impianti di biogas rispetto ad altre realtà come la Germania. Eppure In Italia ci sarebbero potenzialità per almeno 2.000 Mw». Tra le opportunità per migliorare rientra la valutazione del rendimento agronomico in modo da scegliere non solo la biomassa più adatta ma anche un tipo di insilamento di prima qualità. E tra le soluzioni più evolute per produrre biogas Niederbacher ha citato la bioestrusione con macchine, un sistema che prevede lo spaccamento della biomassa - che viene resa così più digeribile da parte dei microrganismi - e l'utilizzo di calore per ridurre la quantità di liquido in uscita dall'impianto.