
I dati sono ancora più divergenti da regione a regione andando a osservare l'integrazione architettonica degli impianti fotovoltaici, ovvero quanto l'installazione sia integrata con l'ambiente circostante nell'architettura piuttosto che nell'arredo urbano. In generale - ricorda il Gse - è non integrata una centrale installata a terra, lo è parzialmente se i moduli sono montati su strutture preesistenti senza aver sostituito il materiale stesso di costruzione, mente si parla di totale integrazione quando l'impianto è parte imprescindibile della costruzione. Secondo questa classificazione, a livello nazionale il 44% della potenza installata non è integrata, il 30% lo è parzialmente e il 26% totalmente. Le regioni del Sud hanno una fetta molto consistente della loro capacità non integrata: in particolare impressiona il dato della Puglia, che presenta ben l'81% della sua potenza in queste condizioni, soprattutto perché il 68% deriva da impianti installati a terra. Su percentuali simili si collocano anche Basilicata e Molise (75% della potenza non installata) e Sicilia (54%, anche se in questo caso non esiste una predominanza delle centrali a terra).
Diversa la situazione invece in due regioni importanti per il comparto come Lombardia e Trentino Alto Adige, dove soltanto il 21% della capacità è non integrata: in questi due casi la tipologia più diffusa è infatti quella dei pannelli fotovoltaici collocati in un contesto di attività manifatturiere ed estrattive (ovvero sopra i tetti dei capannoni), rispettivamente con il 41 e il 45% della potenza installata. Praticamente assenti invece gli impianti a terra (appena 1 e 2%), mentre al contrario vanno forte i pannelli installati nelle abitazioni (36% in Lombardia e 20% in Trentino). Umbria, Piemonte e Friuli sono le regioni nelle quali vi è la quota maggiore di impianti totalmente integrati, con quote rispettivamente del 44%, 42% e 42%.
Le statistiche del Gse consentono di fare anche chiarezza sull'ammontare degli incentivi erogati al comparto del solare. Nel 2009, a fronte di 71.284 impianti installati con potenza pari a 1.142,3 Mw, l'erogazione dell'incentivo è avvenuta in realtà “soltanto” per 62.827 ,con potenza di 876,2 Mw. Oltre 8.000 installazioni fotovoltaiche, insomma, lo scorso anno non hanno ricevuto un centesimo, a causa dello sfasamento temporale tra la richiesta di accesso al Conto Energia (appena l'impianto entra in esercizio) e l'effettiva erogazione dell'incentivo. Il monte complessivo erogato a livello nazionale nel 2009 è stato comunque di circa 292 milioni di euro. La regione che nel 2009 ha realizzato più produzione incentivata è stata la Puglia, per la quale sono stati erogati 40,32 milioni. Con un margine di distacco di circa 9 milioni segue la Lombardia (30,93 milioni), mentre al terzo posto per incentivi percepiti si trova l'Emilia Romagna (24,31 milioni). Le regioni per le quali il Gse ha registrato le erogazioni meno consistenti sono invece la Valle d'Aosta (0,17 milioni), il Molise (1,12 milioni) e la Liguria (2,19 milioni di euro).
Il diverso grado di irraggiamento solare tra Nord e Sud del paese determina inevitabilmente una differente produttività degli impianti: a livello nazionale la media di utilizzo è di 1.200 ore l'anno, ma nel Nord le regioni si attestano intorno alle 1.125 ore. Nel Settentrione la migliore performance è del Veneto (1.146), la peggiore della Valle d'Aosta (1.109) non a caso fanalino di coda per potenza installata. Le regioni del Centro hanno una media di ore di utilizzazione pari a 1.233, comprese tra le 1.214 ore dell'Umbria e le 1.278 ore del Lazio. Il Mezzogiorno registra le migliori performance: le ore medie di utilizzo sono pari a 1.266, ma il dato è frutto dell'aggregazione di regioni come Molise e Basilicata, che si comportano in maniera simile a quelle del Nord, mentre in Sicilia e Sardegna il fotovoltaico funziona per ben 1.370 ore l'anno.


















