Atomo
Westinghouse preme per l'Agenzia nucleare italiana
La società a stelle e strisce sta promuovendo in Europa il suo reattore AP1000 contro quello francese Epr
17 Maggio 2010
Il nucleare italiano deve ancora partire ma sta già crescendo la concorrenza tra l'americana Westinghouse e la francese Edf per la costruzione dei futuri reattori. Il direttore sviluppo internazionale di Westinghouse, Gary Shutterworth (citato da Radiocor), ha dichiarato in questi giorni che è sempre più urgente la nomina dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. Senza l'autorità incaricata di regolare il settore, tutte le bocce sono ferme; dello stesso parere anche Ansaldo Nucleare, partner della società a stelle e strisce e anche dei francesi grazie al recente accordo con Areva. Sono perplessità simili a quelle espresse nei giorni scorsi da Federprogetti e Confindustria Anie, sulla mancanza di regole chiare per riattivare la filiera italiana del nucleare. Certo pesano alcuni ritardi come il ricorso di undici regioni contro la legge 99/2009 sul ritorno dell'Italia all'atomo, con la Corte Costituzionale chiamata a decidere entro giugno.
Westinghouse sta promuovendo la sua tecnologia AP1000 a tutte le maggiori utility europee che sono interessate al programma nucleare del nostro Paese. Rispetto al reattore Epr sviluppato da Edf, quello americano presenta «maggiore semplicità nel design e nella costruzione» secondo Shutterworth, consentendo di appaltare la maggior parte delle commesse alle imprese locali. Il reattore AP1000, inoltre, richiede una quantità inferiore d'acqua ed è pienamente compatibile con la rete elettrica esistente in Italia. Intanto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, ha ricordato che le tecnologie proposte dalle due aziende non sono concorrenti ma complementari, capaci d'integrarsi perfettamente sul territorio senza ostacolarsi reciprocamente.