Dichiarazioni
La riforma del gas deve aiutare di più le società elettriche
Assoelettrica ritiene ancora insufficiente l'accesso agli stoccaggi per gli operatori del settore
14 Maggio 2010
La strada è quella giusta ma ci sono alcuni aspetti da migliorare: questo il giudizio del presidente di Assoelettrica, Giuliano Zuccoli, sullo schema di decreto legislativo per riformare il mercato del gas, recentemente approvato dal Governo. Il primo punto su cui bisognerebbe intervenire riguarda l’accesso agli stoccaggi di gas, ritenuto insufficiente per le società termoelettriche. Il rischio, secondo Zuccoli, è che il prezzo del gas aumenti ancora per gli operatori elettrici, riflettendosi sulle bollette energetiche. Il settore, insomma, sta continuando a pagare le scelte sbagliate del passato, perché gli investimenti nelle centrali termoelettriche si sono orientati verso la tecnologia a ciclo combinato a gas, incrementando la dipendenza italiana dai fornitori esteri. Per questo motivo, sostiene Assoelettrica, il Governo dovrebbe garantire un maggiore accesso ai depositi di stoccaggio per le aziende elettriche, favorendo così la riduzione dei prezzi.
Il secondo imperativo segnalato da Zuccoli è variare il più possibile il mix energetico del nostro Paese, includendo il nucleare e le fonti rinnovabili oltre a gas e carbone. Questo è l’unico modo per allineare i costi dell’energia elettrica agli altri Paesi europei. «Gli operatori del settore sono pronti a raccogliere questa sfida ma, come più volte affermato, richiedono un quadro normativo e disciplinare certo, stabile e coerente», ha dichiarato Zuccoli, ricordando che il nucleare è una scelta obbligata in questo percorso. Rimane il dubbio sulla decisione della Corte Costituzionale, che a giugno dovrà chiarire l’esito del ricorso presentato da undici regioni contro la legge 99/2009 per il ritorno italiano all’atomo.