
Per la prima volta un mercato della Co2
Il primo obiettivo del provvedimento è ridurre le emissioni di Co2 del 17% entro il 2020 (rispetto ai livelli del 2005) e dell'83% nel 2050. Fin qui niente di nuovo, perché riprende il traguardo già annunciato da Obama a Copenaghen lo scorso dicembre, che peraltro possiede maglie molto più larghe rispetto a quello europeo (-20% nel 2020 in confronto al 1990). Un punto più importante è che la legge istituisce, per la prima volta negli Stati Uniti, un mercato della Co2 per gestire i diritti di emissione delle compagnie energetiche (dal 2013) e delle altre industrie più inquinanti dal 2016. Ci sarà un tetto massimo di emissioni per determinati settori industriali con le imprese obbligate a pagare ogni tonnellata di Co2 prodotta in eccesso.
Altri finanziamenti
Per inquinare meno e aumentare al contempo la sicurezza energetica del Paese, Kerry e Lieberman hanno previsto finanziamenti alle imprese del carbone per sviluppare sistemi di cattura e stoccaggio della Co2, convinti che il carbone pulito sia una frontiera indispensabile per l'economia verde americana. Sussidi governativi ci saranno anche per investimenti nel gas naturale, considerando che stime recenti hanno aumentato del 35% le riserve potenziali degli Stati Uniti. La legge include aiuti federali per progetti nell'energia nucleare oltre che per la gestione delle scorie radioattive.
Manca lo standard per le rinnovabili
C'è poi il capitolo sulle fonti rinnovabili e l'efficienza energetica, anche se rimasto a metà strada secondo alcune associazioni del settore. Kerry e Lieberman hanno escluso dalla loro proposta uno standard nazionale per le rinnovabili, contrariamente a quanto chiedono da almeno un anno le industrie delle fonti alternative. Senza obiettivi chiari e dettagliati sulla produzione di energia verde e l'efficienza energetica, gli investimenti non possono decollare come ha più volte denunciato l'associazione americana dell'eolico (American Wind Energy Association). Gli Stati Uniti possiedono un potenziale di crescita enorme nel solare fotovoltaico e termodinamico e nell'eolico, che ha bisogno di una politica federale più organica di quella finora mostrata dall'amministrazione Obama.


















