
Le aree geografiche più favorevoli alla produzione sono ovviamente Africa, Stati Uniti del Sud, Medio Oriente, ma anche Messico, Cile e Perù e Asia centrale. Quest'ultima, in particolare, dovrebbe rifornire la Russia, mentre Medio Oriente, Turchia e Nord Africa dovrebbero sopperire alle necessità europee, come già prospettato dal noto progetto Desertec. Addirittura, rivela lo studio, Medio Oriente e Nord Africa avrebbero le potenzialità per coprire un consumo pari a 100 volte il proprio fabbisogno più quello della Ue.
Il principale ostacolo alla diffusione del Csp è rappresentato non tanto dalla disponibilità di aree per la produzione, quanto piuttosto dalla distanza fisica tra i luoghi di produzione e consumo, che rende necessari ingenti investimenti nelle linee di collegamento elettrico tra i diversi continenti. Ma nel caso europeo, secondo la Iea, i costi di trasmissione addizionali e le perdite di elettricità sarebbero coperti dall'abbondanza di produzione termodinamica. Inoltre il solare a concentrazione avrà un ruolo importante non solo nel fabbisogno elettrico: entro il 2050 il Csp potrà produrre abbastanza idrogeno (tramite cicli termochimici) da garantire il 3% del consumo globale di gas e quasi il 3% di quello di carburanti.
Considerate le potenzialità della tecnologia, la capacità installata è dunque attesa in forte crescita a livello globale: già nel 2020 si dovrebbero raggiungere i 148 Gw e una produzione di 414 Twh, di cui 340 di elettricità (1,3% del fabbisogno mondiale). Il continuo sviluppo delle linee di trasmissione (previste reti anche di 3.000 km tra Kazakistan e Russia) permetterà al solare a concentrazione di arrivare a 337 Gw nel 2030, che diventeranno 715 nel 2040. Nel 2050, infine, la potenza installata toccherà quota 1.089 Gw, per una produzione complessiva (idrogeno solare compreso) di 4.770 Twh, pari all'11,3% dell'intero fabbisogno elettrico del pianeta.
Per questa data il Nord America sarà la principale area di produzione, seguita da Africa, India e Medio Oriente. Australia, Nord Africa, Messico, Stati Uniti del Sud e India del Nord potranno contare su un 40% di fabbisogno garantito da questa fonte di energia rinnovabile. L'Europa, grazie al massiccio import, potrà invece soddisfare con il termodinamico il 15% dei suoi consumi, mentre Cina e Russia non andranno comunque oltre il 4%.


















